AIUTARE GLI ALTRI E RICEVERE IN CAMBIO L’OPPOSTO

Lamentarsi di ricevere l’opposto.

Nella mia vita ho aiutato parecchie persone e in alcuni casi, in cambio, ho ricevuto l’opposto.
Per tanto tempo , mi sono domandata, come mai , ricevessi l’opposto…
Molti, in questi casi, si trincerano dietro ad una maschera da “martire”, come del resto ho fatto io, ma se veramente riflettiamo, come può essere che sia colpa dell’ingratitudine altrui se sappiamo, siamo coscienti, che la vita che viviamo è un riflesso ,specchio, interiore ?…se la vita riflette semplicemente ciò che siamo al nostro interno , come può valere la regola dello specchio quando ci pare e ci fa comodo a noi , sfoggiando la maschera da vittima, lo facciamo per caso, per distoglierci da una responsabilità ed osservazione nostra?
Siamo sempre noi i creatori di ciò che viviamo e siamo sempre noi ad aver attratto la situazione e molto probabilmente è accaduto per insegnarci qualcosa che dobbiamo osservare.
In questo caso specifico ,dell’aiuto, una tra le spiegazioni possibili è che semplicemente siamo posizionati noi in un opposto, perciò ci potrà accadere solo il suo contrario.Se non siamo a conoscenza che il mondo “viaggia per opposti ” , bene , male, guerra , pace , brutto , bello ecc , ne subiremo sempre e per ignoranza, le conseguenze, ed è proprio questo il compito difficilissimi del ricercatore che consiste nello stare, appunto nell’equilibrio tra i due opposti, ottenibile solo tramite la tecnica osservativa .
Se siamo coscienti che stiamo in un opposto semplicemente siamo preparati alle conseguenze… sempre se siamo coscienti, altrimenti nell’incoscienza , subiamo. Nulla è a caso e l’effetto dipende sempre da noi.
La conoscenza di “cause, condizioni ed effetti ” permette al ricercatore di poter trovare un equilibrio tra i due opposti e anche, con il tempo , poter agire cambiandone le cause.
Osservando gli effetti e comprendendo le cause , queste si possono cambiare così da poter raccoglierne nel futuro gli effetti delle cause poste…questa è la vera arte e rara del ricercatore.
Capita di ricevere l’opposto perché stiamo al suo estremo.L’ aiuto agli altri va fatto con coscienza , appunto, con ” cognizione di causa condizioni ed effetti ” e non tutti e non si aiuta indistintamente…Vigono leggi Karmiche precise su ogni essere umano, diverse per ogni singolo individuo e che sortiranno effetti diversi secondo un progetto evolutivo personale , in cui nell’incoscienza di sé, non é possibile interferire se non facendo del male , deviando , di fatto, il suo percorso, dove la “non riconoscenza ” è il risultato di un aiuto sbagliato.
C’è chi va aiutato e chi no ,ed esiste anche il COME uno va aiutato e il QUANTO, e solo avendo una certa e profonda conoscenza delle cause è possibile interferire nella vita di una persona.
Alcune anime, è giusto lasciarle andare alla deriva perché quello è il loro destino nonché l’esperienza che hanno deciso di vivere in questa vita. Salvando chi non deve essere salvato si fa del male ,rendendo , magari nulla l’esperienza in questa incarnazione.Se questa persona è nata per vivere una certa sofferenza,per “bruciare karma negativo ” che le serve per imparare alcune lezioni, noi nel risolverle il problema ,di fatto gli procuriamo un danno esistenziale e questo ,la sua l’anima, conscia e collegata al tutto, lo sa,ed ecco perché accade che la sua personalità,(parte inconscia ed ignara del suo piano divino),ringrazierà per l’aiuto , ma la sua anima farà in modo di allontanarsi da voi perché artefici di un aiuto non consono al piano di vita in quanto gli state ,di fatto togliendo ,la possibilità di farne esperienza diretta, la possibilità di scegliere comprendere e trasformare…un danno esistenziale enorme…
Capite che il bene non è detto sia tale,perciò ricevere l’opposto ha un senso poiché è probabile che abbiamo interferito dove non dovevamo e per pura incoscienza e ignoranza.
Perciò l’esito di un aiuto, compreso il nostro posizionamento interiore ,
racconta anche di noi e di come ci siamo posizionati interiormente verso la persona, se con bisogni , pretese, ferite, anche inconscie, oppure no…insomma,non siamo vittime della risposta ingrata altrui…e che noi etichettiamo come tale.
C’è da aggiungere che se aiuto gli altri tramite una mia ferita ,per esempio , di bisogno inconscio di “salvare ” le persone , vedremo come risultato l’opposto.Questo accade perché ,chi aiuta deve “guarire” prima sé stesso per poter essere di aiuto agli altri , altrimenti attirerà persone a sé che gli faranno da specchio per quella sua ferita , bisogno, che parla di un bambino che non è stato a sua volta aiutato e che a sua volta, ed inconsciamente, cerca ancora, tramite l’aiutare spasmodicamente indistintamente l’altro di aiutare sé stesso bambino o un suo genitore che ha aiutato o che non è stato aiutato , offrendosi a chi ritiene di avere bisogno del suo aiuto per guarire in verità sé stesso.Purtroppo questa è una ferita che la si nota spesso in chi svolge un lavoro di aiuto, ragione per cui ,chi copre questo tipo di figura professionale, dovrebbe prima di proporsi, fare un serio lavoro su di sé per non interferire ed essere realmente di aiuto al prossimo.

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