LO SPECCHIO


Non sono d’accordo sull’uso indiscriminante che si fa della legge dello specchio e che spesso viene usata solo per attaccare e mai per osservare realmente sé stessi.

Lo specchio interiore ha vari modi di essere letto e solo presso una scuola esoterica è possibile comprenderlo.
Non è affatto così semplice come viene chiacchierato in giro.
Un esempio: quando critichiamo qualcuno per come è fatto fisicamente, probabilmente lo specchio ci sta informando sulla nostra invidia, sulla nostra inferiorità, che sfocia nel sminuire l’altro così da autoelevarsi e sentirsi meglio. Questo per dire che la teoria dello specchio non si ferma semplicemente alle parole dette ma va molto più interiormente, in profondità, nel nostro subconscio.

Si dice anche che quando ci viene mossa una critica questa andrebbe comunque osservata, ma anche questo dipende sempre se interiormente ci risuona oppure no (l’ego alza le antenne), e se smuove qualche risentimento, altrimenti è materiale di lavoro per l’interlocutore che ha mosso la critica e che in qualche modo gli appartiene.
Nel processo di osservazione, nessuno può dirci cosa o meno ci risuona dentro, se non noi stessi: anche intromettersi nelle osservazioni altrui, credendo di sapere cosa risuona o meno nell’altro, ha un suo significato preciso, cioè usare la spiritualità per zittire l’altra persona, pura violenza.

Di seguito, vi porto un mio esempio personale per cercare di comprendere come funziona l’osservazione di sé tramite la realtà che ci accade e che attiriamo:

Ho passato un buon periodo della mia vita, dove, nel mio enturage relazionale , c’era sempre almeno un amico pazzo e se questo lasciava il suo posto “vacante” ben presto veniva rimpiazzato da un nuovo amico con le stesse problematiche mentali. Nel tempo mi abituai ad avere “l’amico pazzo di turno”, finché iniziarono ad esserci seri fastidi in quanto questi iniziavano a diventare sempre più pericolosi.
Secondo l’opinione di chi utilizza un uso indiscriminato e sciocco della legge dello specchio, i pazzi che incontravo in verità raccontavano della mia pazzia, di cui in realtà non ho mai sofferto (e lo posso garantire). Semplicemente queste persone malate mentalmente mettevano l’accento su qualcosa che stavo rifiutando, che non vedevo e che dovevo assolutamente riportare alla luce e ascoltare. Infatti mia madre era malata bipolare ed ho sempre ribadito che dopo di lei non avrei mai accettato un pazzo nella mia vita, perché la sofferenza mia e sua era stata tale che, trovandomi  nell’impossibilità di essere di aiuto, pensai di non aver mai potuto reggere di nuovo una situazione simile. Finché c’era al mondo mia madre vivevo la pazzia tramite lei, che accettavo, ma poi alla sua morte il suo posto “vacante” e non risolto lo presero a turno altre persone come lei, perciò avevo a che fare con pazzi scatenati ovunque, e questo finché non ho capito il perché queste persone malate mi venissero a cercare. Ciò accadeva perché mi specchiassi nel mio dolore dimenticato e così potessi iniziare ad accogliere quella sofferenza enorme e lontana che stava chiedendo soltanto  di essere accolta nel profondo del mio cuore. Dunque ho iniziato ad accogliere ogni persona simile a mia madre senza volerla cambiare, cercando di mettermi realmente nei suoi panni sofferti e che stavano chiedendo soltanto di essere amati così come erano. Anche se fortemente malati, stavano soltanto chiedendo amore come qualsiasi altro essere umano lo chiede e come l’ho desiderato io e più volte , con l’unica differenza che con loro era più difficoltoso, perché di un pazzo ne hai paura e lo tieni a distanza. Incontravo i pazzi perché non accettavo la pazzia di mia madre, che me l’ aveva portata via.

 

P.s. Lascio a voi la ricerca sulla teoria  della ” legge dello specchio” che pare sia stata inventata e che non abbia nessun fondamento presso le antiche vie esoteriche, base di ogni via iniziatica seria e da cui personalmete provengo.

 

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