Quando ci interessano i pettegolezzi che vengono fatti su di noi, è spesso collegato alla reputazione ed immagine che abbiamo di noi stessi e che inconsciamente vogliamo difendere…abbiamo una immagine da difendere…
Spesso i pettegolezzi arrivano per farci notare dove lavorare su di noi , per osservare la mancanza di libertà interiore che non abbiamo ancora raggiunto, perché magari abbiamo ancora una “immagine ” da dimostrare agli altri e un bisogno di piacere.
Chi è libero non è affatto interessato ai pettegolezzi , perché è consapevole del meccanismo che si nasconde dietro a chi li attua e spesso usato per annientare qualcuno che si teme e di cui si ha invidia.A volte il pettegolezzo viene usato per attirare l’attenzione ,per noia ma rappresenta sempre un forte disagio della persona che lo attua da comprendere poiché attirerà a sé persone allo stesso livello che poi le si ritorceranno contro , poiché chi sparla è sparlato, ma anche chi sta ad ascoltare o chi frequenta certe persone è in preda da una energia simile, poiché l’ambiente ci rappresenta sempre, è il nostro riflesso su cui dobbiamo lavorare per trasformare.
Chi è libero da pettegolezzi, nemmeno gli arrivano alle orecchie e nemmeno è interessato cosa fanno gli altri.
L’ immagine che hanno gli altri di noi è anche correlata al loro personale materiale psichico interiore, perciò ognuno reagirà nei nostri confronti in maniera differente ed seconda di cosa gli suscitiamo…sono tutti meccanismi umani che un ricercatore deve cercare di comprendere (tutto buon materiale) osservando.
Se ci importa del giudizio, pettegolezzo altrui, significa che ne siamo schiavi ed è probabile che inconsciamente ci comportemo in una data maniera , spesso falsa, per compiacere , farci accettare e per far si che parlino bene di noi…falso buonismo di facciata…
Chi è veramente sé stesso, non si cura del giudizio altrui ma è attento solo al suo cuore in contatto con l’Assoluto, alle leggi Karmiche e spirituali a cui è connesso in cui il giudizio umano è insistente.
Il ricercatore spesso è sparlato poiché è un meccanismo insito nell’essere umano , ma non ne viene affatto toccato.
C’è chi ascolterà e darà retta a certi pettegolezzi e chi no, dipende dall’orecchio di chi ascolta dal suo grado di consapevolezza, ma il ricercatore non se ne cura, oppure imparerà a farlo trasformando ciò che può osservare.
Anche i pettegolezzi hanno un loro grosso insegnamento soprattutto se ne veniamo colpiti, ma possiamo anche solo osservare il meccanismo in chi lo perpetua ed osservare i relativi effetti è farne tesoro noi come esperienza.
È sempre facile comprendere chi ci fa del bene e parla bene di noi…il compito del ricercatore è di comprendere anche chi non lo ama affatto, sa che questo può generare una reale compassione ed amore, diverso dal falso buonismo di facciata che ama solo chi lo contraccambia e fa falsi sorrisi a chi non lo contraccambia, solo per reputazione personale, per dogmi e perché “non si fa”.