DISTINGUERE LA SOFFERENZA

Ci sono due tipi di sofferenza…una a cui dare retta con compassione e l’altra no…
La sofferenza dell’ego non va accolta, per problemi immaginari, sciocchi esistenti nella mente delle persone e autoindotti da lì…se li alimenti sei complice.
La sofferenza vera (sempre autoinditta ma di tipo diverso esistente) una malattia, essere in difficoltà esistenziale va ascoltata e se possibile essere di aiuto, se la persona vuole, ce lo chiede o se siamo in grado, comunque se non siamo in grado noi possiamo aiutare la persona a trovare una soluzione…invece spesso c’è indifferenza e omertà…
Non fare mai all’altro ciò che non vuoi sia fatto a te.
Tratta l’altro come vorresti essere trattato tu.
Se fossi a terra ti farebbe piacere una mano che ti aiuta a sollevarti?…da ciò che vedo in giro no…poi accade che ci troviamo soli, chissà perché…

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