Quando ho un problema, HO IMPARATO A TENERLO PER ME…
SI BUTTA FUORI ,si cerca qualcuno su cui sfogarsi, quando non si possiede un centro interiore, stabile in cui tu sei centrato ed il problema così diviene molto marginale…i problemi, gli eventi che ci accadono, fanno parte del mondo…quando ci immedesimiamo troppo nel problema, lo prendiamo come di primaria importanza, nostro, di petto ,ecco che la sofferenza diventa insostenibile e si ha bisogno di buttare fuori, sfogarsi con qualcuno inquinando chi ascolta e te stesso…questo è un comportamento negativo, ma quando si è sprovvisti di “un centro” trattenere significa farsi del male, mentalmente, fisicamente,perciò sentite il bisogno impellente di ” buttar fuori ” tutto ciò che non state digerendo…ebbene il praticante avanzato non lo fa più…personalmente non lo faccio più…nessun problema mi riesce a portare via dal mio centro…il problema non sono io…lo osservo con distacco e non lo faccio diventare il fulcro della mia vita ,sia essa una malattia, una sofferenza relazionale,un problema economico. …ogni problema che mi accade lo prendo come opportunità di crescita, come la grande possibilità di osservare il mio livello di consapevolezza e centratura, e la grande possibilità di osservare me stessa ,chi sono ,come reagisco, ciò che mi sta intorno poiché praticare “nella bambagia ” lo sanno fare tutti ,ma è nel come reagisci ad un problema che si vede nei fatti che tipo di praticante sei…