FESTA DEL PAPÀ


Vi racconto questo aneddoto che può far comprendere cosa significa lavorare su sé stessi.

Ieri era la festa del papà…
Moltissimi sanno che io avevo una adorazione per mio padre e per tantissimi anni mi è mancato molto.
Ebbene ieri, che è stata la festa del papà, non mi è per nulla tornato a mente…
Mia figlia ha fatto gli auguri al suo papà, altri ne hanno parlato, ma a me non mi è venuto a mente mio padre…zero…incredibile e me ne rendo conto oggi…
Sicuramente molti di voi penseranno che scordarsi del padre e dei genitori sia una cosa brutta…un sacrilegio…ed invece no…ovviamente dipende molto dal perché ci si è scordati…non prendersi cura di un genitore malato è l’opposto dell’essere personr consapevoli…ogni caso è a sè.
Quando una persona lavora bene sui propri attaccamenti che portano ad un reale “lasciare andare” e vivere così nel presente, accade spontaneamente di non ricordare o smettere di avere nostalgia…
La nostalgia poi è un derivato da una ferita, un bisogno, una paura, non curati,non  trasformati, che porta inconsciamente all’attaccamento.
Personalmente ho lavorato molto profondamente su di me e sui miei genitori.
Oggi che sono libera da certe dinamiche interiori vedo i miei genitori in maniera obiettiva e so che ero io ad amare così smodatamente mio padre, da aver dimenticato completamente i lati suoi negativi ed il male che mi è stato arrecato e su cui ho lavorato molto…
Spesso i figli che “amano troppo” i propri genitori più della loro stessa vita, sono stati figli nei fatti poco amati, trattati male dai genitori, anche se inconsapevolmente.
I miei genitori hanno fatto per me ciò che potevano con la consapevolezza (assente) che avevano…mi hanno fatto molto male entrambi perché stavano male per prima loro e non erano in grado di vedere le mie esigenze di base…
Ho dovuto ascoltare la mia parte bambina arrabbiata perché non stavo dandole giustizia, avendo dimenticato tanti aneddoti che sono saliti alla memoria (grazie a tutto il profondo lavoro svolto su di me) ed è emersa tutta la rabbia di me bambina che non sapevo come gestire e qui mi ha aiutata a risolvere Ensitiv (anche se a dire il vero,io ero già pronta per guarire)…
I miei genitori che ho amato alla follia, non mi hanno accudita come dovevano…anzi, spesso mi buttavano addosso tutta la loro rabbia e frustrazione, cosa che avevo scordato completamente e sicuramente per sopravvivere, perché non ero ancora pronta a ricordare tutto quel dolore.
Ho elaborato così il passato della me bambina che urlava per essere vista e compresa quando nessuno ancora lo aveva fatto…ed ho dovuto farlo io…
Oggi sono genitore anche di me stessa ed ho tagliato completamente i ponti con il mio passato che non mi rappresenta più, anche con i miei genitori con cui sono sempre stata la bambina obbediente e brava ma che nessuno vedeva come tale e nei suoi bisogni primari….
In pratica non rompevo le scatole per non essere picchiata o per non subire la rabbia soprattutto di mio padre , con cui vivevo (i miei genitori erano separati)  e che in casa era perennemente così…Full Metal Jachet…
Oggi non ricordo più i miei genitori e me ne accorgo a posteriori, per esempio dopo feste in loro memoria, come la festa del papà.
Ho scordato i miei genitori, cosa è accaduto tra noi, non mi mancano, non ho più rabbia e questo è il risultato di un buon lavoro su di me e ne sono veramente felice…un giorno magari ne parlerò più approfonditamente perché la guarigione interiore è potuta avvenire su di me, approfondendo e comprendendo ogni patologia fisica emersa in questi anni collegata alla mia infanzia e al male subito che si era annidato nel mio corpo poiché la mente non voleva vedere…
Per guarire ho dovuto prendere in braccio me bambina e diventare io genitore, madre e padre di me stessa e così difendere questa bambina sola, non capita e costretta ad arrangiarsi come poteva con un padre despota perennemente incazzato (probabilmente era malato anche lui mentalmente) e una madre assente malata di mente completamente avulsa dalla mia realtà.
Ho visto me bambina e mi ha toccata il cuore e mi ha meravigliata come oggi potessi essere io così, sana ed equilibrata mentalmente, essendo vissuta in un’ambiente familiare così ostile.
Ho preso me bambina tra le braccia ed ho le ho portato la giustizia, l’amore, che meritava…ho tagliato i ponti (con comprensione e nessuna rabbia) con i miei genitori…
Il mio passato è stato molto utile perché mi ha resa la persona che sono oggi, dovevo passare per quel padre e quella madre per evolvere al punto in cui sono ora…ma il loro compito è esaurito e così li ho lasciati andare…
Inoltre noi abbiamo avuto moltissimi genitori nelle milioni di vite che abbiamo avuto e di cui non ci ricordiamo e questa familia è una delle tante propedeutiche al nostro percorso evolutivo.
I nostri genitori sono la porta di questa vita poiché nasciamo da loro e per evolvere bisogna risolvere quell’arcano , facendo un viaggio a ritroso, e così dopo aver risolto andare avanti nel cammino evolutivo.
Vivere nel presente significa non essere più collegati al nostro passato, in nessun modo, né in bene e né in male…
Quando ci scordiamo di una persona , di una situazione, di un passato significa che quella situazione collegata a ferite, bisogni, paure, è risolta, perciò quando leggo di voi e della tristezza che vi avvolge per la mancanza dei genitori, capisco che ancora c’è parecchia strada da fare e non state vivendo nel presente.
Ma anche aver dimenticato un genitore completamente senza aver elaborato nulla non va bene, anzi è molto peggio poiché l’inconscio continuerà a proiettare nella vita una marea di problemi che sono le vostre dinamiche interiori di cui non siete consapevoli ma la vostra anima si e le prometterà vita dopo vita, finché verrà il giorno in cui sarete costretti a risolvere…spesso non si risolve la situazione in questa vita, poiché troppo nascosta nell’inconscio che non vuol vedere, e molto probabilmente, in questa vita, quella persona non è ancora maturata abbastanza per vedere e trasformarsi così vivrà situazione crtiche annesse al non risolto interiore che farà soffrire molto fino a quando la sofferenza sarà tale da far maturare la necessità di vedere e risolvere per sempre.

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