Ho scoperto che ognuno ha il suo metro di giudizio personale per giudicare un problema, e in questo caso anche per la salute.
L’ho scoperto molto bene con il problema e relativo intervento che ho avuto alla schiena.
Sentendo i pareri degli altri ma soprattutto il loro vissuto, pareva che andassi al patibolo e mi è rimasta impressa una frase:
“Bisogna avere una mente forte ” questo dicono in moltissimi sull’intervento alla schiena e più che altro sul dopo , ovvero la ripresa, perciò mi aspettavo una catastrofe…
Oggi sono passati 1 mese e 20 giorni, mah io tutta sta catastrofe e che bisogna avere una mente forte per affrontare la riabilitazione, NON LA VEDO…eppure il mio intervento è stato invasivo, eppure ho problemi si insensibilità ad un piede e dolore sciatico dovuto al maneggiare dei nervi dal chirurgo…mah io sto vivendo la situazione come “normalità dopo un’intervento invasivo” …ma ho capito un’altra cosa:
Che tutto dipende dal grado di resilienza di una persona e dai problemi che ha affrontato in precedenza, ovvero tutto dipende da una maturità interiore che si forma attraverso il passare tante problematiche…
Insomma io l’intervento alla schiena e la riabilitazione successiva non la vedo per nulla una catastrofe…però è vero che ho una risposta alle problematiche molto efficace e credo tutto dipende dalla mente di una persona…
Oggi so per certo che sono sia resiliente che combattiva, perciò come ogni grave problema che ho avuto mi rialzo sempre in piedi…finito l’intervento alle 21 del 18 aprile, alzata alle 10 del giorno successivo per ben 2 volte…si chiama “garra” e voglia di vivere e di farcela da soli…
Ho sempre avuto la pessima abitudine di avere me stessa come avversario, le mie paure, i miei bisogni, le mie ferite ed i miei vizi…perciò mi alzo sempre…il giorno in cui non mi alzerò più significa che sto morendo.
Questo post serve anche a molti che sentendo la testimonianza altrui sul loro vissuto si potrebbe prendere spavento…io dico di non dare retta al 100% perché ognuno vive la situazione a seconda dei problemi che ha già risolto in precedenza (esperienza) e vive la situazione anche a seconda della mente che ha , se una persona già vede tutto nero e magari è ha anche un pò di depressione darà la sua testimonianza attraverso le lenti della sua mente…
Tutto ciò che ho letto come testimonianza sull’intervento di artrodesi per spondilolistesi, mi è servita il giusto…
Viviamo in un periodo evolutivo molto basso e perciò il 99% delle persone sono ad un livello evolutivo basso e vivranno le loro esperienze attraverso questo stato interiore che incute terrore e angoscia.
Il chirurgo mi disse, “tornerai a casa con le tue gambe e sarai autonoma” …così è stato.
Mi disse il chirurgo ” ho maneggiato molto i nervi perciò è probabile che ti tornerà il dolore” , così è stato.
Il chirurgo mi ha detto” l’insensibiltà al piede per valutare se passerà, ci vuole 1 annetto, il dolore alle dita dei piedi dovrebbe passare “…ci vuole tempo per guarire totalmente e pazienza soltanto che moltissimi non sono pazienti per nulla e vogliono subito stare bene…e questo modo di fare fa parte anche di non accettazione di sé stessi e non accettazione di un corpo che potrebbe non essere al 100% …questa è mancanza di amore verso sé stessi ed avere pretese su sé stessi e proprio questo atteggiamento non aiuta la guarigione.
Personalmente ho accettato il mio corpo com’è e mi ha sorpresa molto la risposta del mio corpo che ringrazio ogni giorno per ciò che ha subito e per come affronta le difficoltà.