ESPRIMERE SÈ STESSI

Soprattutto gli uomini non sono in grado di esprimere i propri sentimenti e nel 99% dei casi sono scollegati dal loro cuore, perciò da sé stessi.
La via di risveglio parte da sé stessi e dall’essere in grado di raccontare di sé esprimendo chi siamo e le nostre emozioni senza vergognarsi.
La paura di esprimersi, la vergogna , sono sentimenti collegati all’orgoglio ed alla personalità di facciata che va demolita…
Non è possibile intraprendere una via di risveglio se non si è in grado di esprimere sé stessi…questa è la prima tappa, che può richiedere anni…
Moltissimi muoiono senza mai essersi espressi realmente, perciò senza aver vissuto realmente.
Reprimendo sé stessi si crea un falso sé, una maschera, una corazza creata dalla paura…da non confondere con il “forte guerriero” poiché non ha corazze “il guerriero spirituale” che tanto va di moda.
Nelle vie di risveglio, specialmente in “quarta via”, chi arriva con la corazza o scappa nel giro di breve o rimane nudo…ahahahaha…ed è qui che si vede la reale forza che spesso non c’è e va presa coscienza di chi siamo realmente…
Tolta l’armatura spesso rimane un’uomo pieno di paure, senza protezione di cui va presa coscienza e poi iniziare un serio percorso di rinascita…ma se mai una persona toglie l’armatura(ego) mai entrerà in una reale via di risveglio.
Esiste l’ego spirituale in cui moltissimi cadono, è una facciata creata dalla personalità, che finge di essere spirituale…è un peggioramento, non un miglioramento, poiché è una seconda corazza sopra alla prima, che crede di essere spirituale così non deve lavorare su sé stesso…nelle vie spirituale è pieno.
È da come una persona si sa raccontare che comprendo anche il suo livello di apertura o chiusura.
E molto spesso gli uomini scrivono di calcio, di vaccini, di argomenti di attualità, ma mai di sé stessi, di esperienze personali, per via della paura che hanno di mostrare quella fragilità.
Forte è colui che non ha paura di mostrare le sue debolezze…ed io amo le persone che lo fanno…oggi rarissime…
Chi ha ricevuto del male spesso si chiude sempre di più…
Il praticante invece fa l’opposto, apre le braccia e mostra il cuore…non puoi fare del male a chi affronta sé stesso…il più grande nemico siamo noi stessi e come reagiamo alla vita.
Chi non ha paura di mostrarsi e lavora sulle paure , bisogni, ferite, che emergono, diviene sempre più forte…colpire una persona che lavora su sé stessa , se veramente colpita userà quel materiale per crescere, perciò ne trae un beneficio, ed è a questo che serve l’apertura.
Io stessa per moltissimi anni sono restata consciamente nel male, l’ho fatto per guarire me stessa, per osservare dove quel male mi stava colpendo…oggi è molto difficile farmi del male…
Ho sofferto molto da piccola e perciò preferisco espormi ed osservare le mie ferite, per poi guarire con tecniche apposite per poi divenire più forte e in grado di stare in piedi da sola.
Sono molto forte grazie al fatto che mi sono aperta totalmente.
Un praticante ha una spinta interiore verso la libertà interiore ed esteriore, che non è la libertà di fare e farsi del male, in verità è l’opposto…il male che fai ti lega karmicamente sempre più e la vita ti rinchiude in un’angolo sempre di più.
Chi è libero interiormente è un valore aggiunto per il prossimo, non un problema nuovo da risolvere, cosa che oggi,sono diventate moltissime persone…

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