IL RICORDO DI SÈ (su cui si fonda questo blog)

L’io che si crea nel ricordo di sé non è l’anima…solo chi ha creato quell’io SA…l’anima è “quello” che osserva quell’io che osserva…e solo chi ha sviluppato il maestro interiore (quell’io) può capire ciò che ho scritto

Un’estratto dalla Quarta Via che ho praticato e che tutt’ora pratico…ma quello che afferma la signora Margaret è inesatto…quell’io che si crea NON È L’ANIMA.
E come è scritto sotto, NON È POSSIBILE EVOLVERE SENZA AVER CREATO QUELL’IO.

IL RICORDO DI SÉ è la tecnica principale nell’ambito della Quarta Via gurdjeffiana. È una forma di autosservazione affine alla Presenza Mentale Tibetana. Non necessariamente da eseguire in posizione statica: anche le normali attività della vita quotidiana possono essere oggetto della pratica del Ricordo di Sé.
Non è possibile evolversi (ovvero forgiare un’anima, o cristallizzare un corpo astrale cosciente) senza dedicarsi al Ricordo di Sé. Per sostenere il Ricordo di Sé occorre lavorarci ogni giorno. Non rinunciarvi per nulla al mondo perché tutto è secondario rispetto alla creazione dell’anima.
Margaret Anderson narró del suo incontro con Gurdjeff. Lo trovó mentre sorbiva un thè, seduto da solo al Café de la Paix. La donna chiese: “Monsieur Gurdjeff, l’anima che sopravvive alla morte è quell’Io che sto cercando di sviluppare?”
Il Maestro Armeno rispose: “Usi il presente per riparare al passato e preparare il futuro. Ricordi tutto quello che le ho detto e vada avanti così”.
Margaret non rivide più  Gurdjeff. Lui morì quello stesso mese, il 29 ottobre 1949.
Nel 1993 Franco Battiato compose la canzone “Cafè de la Paix”.

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