SULLA MORTE DEL PAPA

Per chi si crede praticante:
ANZICHÉ PENSARE ALLA MORTE DEL PAPA, iniziate a praticare seriamente poiché il fatto che vi siete fissati su questo “dogma” dimostra solo il livello di inconsapevolezza.
E SULLA MORTE:
Quanta ignoranza.
Bisognerebbe studiare la morte e chi ci è vicino ,per capire realmente come funziona.
Chi deve morire,attende molto spesso di morire quando vuole.A me sono morti tutti , perciò ho una certa esperienza…La mente tiene in vita il corpo finché non ha deciso di morire. Molto spesso chi è in procinto di morire attende di vedere tutte le persone e che ritiene care o/e di andarsene quando ha fatto ciò che ci teneva di fare.
Così hanno fatto moltissimi miei cari e chi lavora con le persone in fase terminale lo sa bene che moltissimi muoiono quando vogliono loro.
Oggi poi esistono medicinali in grado di tenerti in vita finché decidi tu, perciò la morte del Papa, per me NON HA ALCUN DECORSO STRAORDINARIO…molto semplicemente potrebbe lui aver scelto di morire dopo Pasqua e quando si è sentito pronto, il corpo ha ceduto.
Due dei miei cari mi hanno attesa…e nel momento in cui sono arrivata accanto a loro è iniziato il processo finale della morte.
Moltissime persone vanno oltre le prognosi, magari perché hanno figli piccoli da sistemare e la loro mente tiene in vita il corpo, grazie anche alla medicina che ha fatto passi da gigante.
Per i tantissimi che sparano cazzate:SIETE MAI STATI VICINO A PERSONE MALATE? MALATE TERMINALI?…ve lo consiglio vivamente perché c’è molto da imparare a livello umano e di consapevolezza.
E PER LE SOLITE PROFEZIE DEL CAZ…ultimamente cambiano in continuazione a seconda di ciò che accade nel mondo e le profezie passate NON SONO MAI STATE AZZECCATE.
Una persona che realmente fa un percorso evoluto è veggente,ma se scazzate ogni previsione è chiaro che non c’è alcuna consapevolezza.
Moltissimi somigliano parecchio ai TDG che da oltre mezzo secolo dicono che la fine è vicina.
L’apocalisse è parte di un libro manipolato nel corso dei millenni e chi la cerca di interpretare perde tempo dietro un testo che non parla né di Dio e né del mondo.

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