Ho perso presto i miei genitori e quando erano in vita avevano gravi problematiche mentali…
Chi ha tutto dalla vita non può comprendere che significa non aver tanto agio a disposizione , non essere accudito dai genitori, perciò sopratutto non dà il giusto valore alla vita ed alle vite degli altri , ai loro sentimenti.
Solo chi non conosce il valore della vita perde tempo a fare del male al prossimo,ingannandolo o facendo cose peggiori,a volte credo che una brutta malattia sia la vera guarigione per molti…
Personalmente mi perdo ad ascoltare le storie degli “ultimi”, probabilmente perché lo sono stata per molto tempo anche io e devo dire grazie a qual periodo perché oggi non do niente e nessuno per scontato e sto alla larga da chi lo fa.
Ho visto persone cambiare e compiere miracoli dopo una sentenza di morte,un brutto tumore , ultimamente, molto spesso,accade in giovane età…personalmente,mi incanto ad osservare le loro rinascite…davanti “alla fine” moltissimi imparano a vivere ed a scegliere davvero con chi staree SOPRATTUTTO CON CHI NON STARE.
Avendo sofferto molto sin da piccina e per lungo tempo, ho imparato a NON STARE CON PERSONE CHE MI TRATTANO MALE…Non si deve giustificare chi ci tratta male, “perché ha sofferto”, perché non siamo noi i genitori degli altri e per primi dobbiamo imparare ad amare noi , per incontrare qualcuno con cui intrecciare un rapporto sano.
Le persone che hanno a che fare con malattie gravi, cambiano, smettendo soprattutto di litigare per nulla…mio padre cambiò, da uomo sempre arrabbiato, divenne come un bambino da accudire a cui gli feci da mamma tenendogli stretta la mano fino all’ultimo…avevo 25 anni…
Alcuni di fronte ad una malattia grave si smarriscono ed hanno bisogno di qualcuno su cui contare e se non trovano nessuno, si sentono soli e si lasciano andare o si arrabbiano con la vita che li mette davanti ad una malattie ed alla solitudine…e lì bisognerebbe imparare a fare i conti con sé stessi…molte malattie gravi arrivano per questo.
Mio padre mi chiese scusa per non avermi mai coccolata,e prima di morire mi disse che era molto preoccupato per me “perché ero sola”(karma che si ripete)…e per moltissimi anni mi sono sentita sola,lo ero effettivamente, qualsiasi cosa mi accadesse ero sola nel risolverla…Ho sofferto molto, per anni, poi ho iniziato un percorso per guarire da quelle ferite di abbandono e ingiustizia arrivando a trovare me bambina e trovandola, sola , arrabbiata con me perché non la avevo capita e fatto giustizia preferendo metterla da parte per gli altri…Anni fa , ho fatto giustizia, sono genitore di me stessa e non mi sento più sola da anni,sto benissimo, sono serena, ho affrontato molte malattie invalidanti con molta serenità…è importantissimo essere sereni per affrontare i problemi che la vita naturalmente ci porta, poiché quei momenti arrivano per tutti ed è lì che si vede chi sei , ed è lì che puoi cercare di guarire.
Mio padre è morto , ma aveva ancora voglia di vivere…è morto a 55 anni perché si è sempre trascurato , interiormente ed esteriormente, trascurando i suoi affetti…Per tutta la vita si è sentito solo perché perse presto sua mamma (19 anni) che lo segnò profondamente…Il karma non risolto si ripete…io persi mia mamma 2 volte, una a 2 anni perché fui allontanata da lei e affidata a mio nonno paterno, poi a 24 anni quando morì dopo 24 anni di malattia mentale grave…Mia mamma morì a 48 anni perché mai si era curata.
Vi ricordo che nella coppia si incontra sempre qualcuno che ci somiglia e/o che porta un forte messaggio da risolvere. Chi è irrisolto incontra relazioni instabili e foriere di enormi dispiaceri. I miei genitori avevano moltissimi insoluti, soprattutto con “la madre” mancante in entrambi…Personalmente decisi che non sarei mai stata come loro e presi una strada opposta, difficile,e di notevole introspezione.
Quando rimasi incinta lavoravo ed avevo la possibilità di intraprendere anche un lavoro autonomo, ma guardai mia figlia e dissi che lei avrebbe avuto ciò che io non avevo avuto e che avrei intrapreso una strada di cura verso me stessa, per lei…così feci…Non avendo nessuno per me fu molto difficile starle dietro ma ho sempre cercato di fare il massimo per lei e nel contempo creai un lavoro che mi consentisse di aver tempo per lei e allo stesso tempo di guadagnare e mantenerci.
Essere “il prescielto” della famiglia “colui che rigenera l’albero genealogico” “la pecora nera della famiglia ” non è né colui che combina solo casini, né colui che lo dice a parole…Il prescelto è colui che VEDE IL KARMA DELLA SUA FAMIGLIA , LO VEDE IN SÈ, E LO RISOLVE PER LE GENERAZIONI FUTURE, guarendo l’albero genealogico…e come puoi capire se sei “la pecora nera” della famiglia? Non puoi vedere nulla se non inizi un percorso psicologico e animico…il 99% ripete il karma familiare,anzi lo peggiora.
Personalmente non ho una vita uguale a nessuno dei miei genitori.
Non ho rapporti di coppia malsani.
Mi curo ed oggi sono sanissima.
Mia figlia è il frutto del mio lavoro karmico e lei non si è mai sentita sola, si è sentita al sicuro e serena , laureandosi a 24 anni…lei racconta chi sono io karmicamente,e non sono i miei genitori, oppure, sono loro ,ma nella loro versione migliore poiché ho coltivato i talenti miei che ho ereditato da loro , lavorando sulle parti difficili che ho ereditato, malattie comprese.