Mio padre poteva sembrare un pazzo. E in effetti, lo era… quando gli andava.
Lo diventava con gli amici, quando andavano a ballare nelle balere.
Era un uomo eclettico e mi ha insegnato a usare il cervello.
Da lui ho preso la furbizia, la volontà e l’intelligenza, che ho poi sviluppato ancora di più grazie alle tecniche di risveglio interiore — insieme a un’assenza di paura, che lui invece aveva.
Mio padre diceva sempre:
“Non aver paura di una persona intelligente: non farà mai azioni stupide e controproducenti.
Abbi invece paura di una persona stupida: non sa ciò che fa e fa del male a sé stessa e a chi le sta vicino.”
Mio padre, nel suo agire, ha sempre pensato a me.
Così erano anche i miei nonni.
E così sono io, oggi, nei confronti di mia figlia, dei miei animali e di chi mi sta accanto.
Personalmente, le mie azioni sono sempre ben ponderate, anche se all’inizio può non sembrare…
Ma il tempo, prima o poi, mostra sempre i frutti.
Quando reagisco, lo faccio consapevolmente, sapendo perfettamente quali saranno le conseguenze.
Nel 1976, mio padre mi tenne con sé e, due anni dopo, mi rapì.
Era matto? Forse sì.
Sta di fatto che alla fine fui affidata a lui.
Fece una guerra durissima contro mia madre per 12 anni, e alla fine vinse.
Anzi, non fui mai realmente affidata a mia madre: solo una volta, e lui attese il momento giusto per riprendermi. Lo fece quando ero trascurata: non ben vestita né curata. Mi portò al pronto soccorso, dove constatarono che ero sporca, senza mutandine, con un’irritazione al sederino e una scarpa legata con uno spago. Fecero tutto il referto.
Va detto che i miei nonni venivano dalla montagna e, mentre mia madre lavorava, io stavo con loro. I bambini, a quei tempi, non venivano accuditi come oggi.
Mio padre vinse perché cercò con lucidità il momento esatto per agire.
Sapeva mantenere il focus sull’obiettivo, usando il cervello — cosa oggi davvero rara.
Non voglio entrare nel merito di cosa sia stato giusto o sbagliato nel rapporto tra i miei genitori.
Il mio discorso è incentrato sull’intelligenza e la stupidità, elementi che ritengo essenziali in geopolitica.
Io non sto né con Israele, né con la Palestina, né con l’Iran, né con gli Stati Uniti.
Tutti i grandi leader oggi sulla scena internazionale hanno gravi problematiche di etica e spiritualità.
Non mi stupisce il caos che stiamo vivendo.
Trump è un uomo che prende decisioni scellerate, di cui non pagherà mai personalmente le conseguenze — saranno gli americani a farlo.
Lo stesso vale per Netanyahu.
Il capo dell’Iran? Non credo sia migliore degli altri.
Meloni? Non può agire secondo un’etica che in geopolitica semplicemente non esiste.
Per me ha agito bene.
Un suo errore, commesso magari nei confronti di Trump e delle sue idee assurde, avrebbe ricadute su di noi, non su di lei.
La Meloni è una donna molto intelligente, e ce ne fossero di più come lei, in politica.
Io comprendo le sue scelte, pur non condividendo Trump né Netanyahu, ma è evidente che ci siano responsabilità più grandi da tutelare, ovvero NOI.
Molti ascoltano solo ciò che dicono i politici — soprattutto quelli dell’opposizione — ma vi rendete conto che la politica è solo un teatrino del sistema per muovere le masse?
Essere svegli significa ragionare con la propria testa e con il cuore, non tramite ideologie.
Ma questo è impossibile per chi dorme, per chi non sa di essere guidato da programmi mentali imposti dal sistema.
Nessuno può veramente conoscersi se non ha mai lavorato su di sé, ripulendosi a fondo.
Ciò che accade oggi nel mondo è grave, e una persona stupida, mossa da ideologie etiche in un mondo non etico, può solo creare danni.
In geopolitica, la stupidità o l’intelligenza nel decidere è semplicemente VITALE.