Nelle vie del risveglio interiore, è fondamentale evitare l’uso di alcolici, droghe, sigarette e cibo spazzatura.
Perché?
Perché tutte queste “droghe” — sì, anche il cibo spazzatura lo è — impediscono il pieno affiorare dei sentimenti interiori su cui è necessario lavorare.
Per guarire davvero e diventare padroni di sé stessi, bisogna imparare a osservare le proprie emozioni, accoglierle, attraversarle.
Non si può guarire scacciandole o tenendole a bada, come fanno le sostanze di compensazione.
Personalmente, ho eliminato tutto ciò che mi impediva di vedere e sentire i miei stati d’animo.
Smettere di fumare, per esempio, è stata una delle sfide più dure: la sigaretta era la mia stampella, ciò su cui mi reggevo emotivamente.
Ero arrabbiata? Fumavo.
Avevo fame? Fumavo (la sigaretta toglie l’appetito e copre molti disturbi del comportamento alimentare).
Provavo dolore o solitudine? Fumavo.
La sigaretta tamponava tutto. Ma quando ho smesso, le emozioni hanno iniziato ad affiorare una dopo l’altra, in modo netto e incontrollabile.
Così, se qualcuno mi trattava male, senza la “barriera” della sigaretta, reagivo subito, lo mandavo a quel paese.
Tantissime lacrime le avevo bloccate col fumo…
Ma anche l’alcol, il cibo spazzatura o altre dipendenze fanno esattamente lo stesso: anestetizzano l’anima.
Fuggire da sé stessi è una forma di disamore.
Significa che abbiamo paura di vedere chi siamo davvero, paura di scoprire che l’immagine che abbiamo costruito e mostrato al mondo è solo una maschera.
Io non bevo alcol, non assumo droghe, e ormai da oltre dieci anni non fumo più.
Poi ho smesso anche di bere caffè, ho eliminato completamente il cibo spazzatura (non ne sento nemmeno il desiderio).
Le bibite gassate le ho abbandonate nel 2005, a causa di seri problemi di stomaco.
Ecco perché credo che ogni “male” che ci arriva non sia per forza una disgrazia.
Ogni evento, fisico o emotivo, mi ha dato l’opportunità di diventare una persona migliore.
Oggi sono completamente in contatto con me stessa.
E solo quando si arriva a questo grado di conoscenza profonda, si può vedere gli altri per ciò che sono realmente.
Altrimenti, tutto ciò che ci accade — e tutte le persone che incontriamo — le vedremo attraverso le lenti interiori, sporche di ferite, bisogni e desideri non riconosciuti.