Ho sempre avuto la sensazione di aver vissuto le stesse dinamiche familiari anche in altre vite.
Nascere in una determinata famiglia, affrontare certi disagi, non è mai un caso.
Credo profondamente che venire al mondo in contesti difficili rappresenti una prova: una sfida per vedere come reagiamo.
Perché, più ancora degli eventi che ci capitano, è fondamentale il modo in cui rispondiamo ad essi.
Oggi so di aver portato con me, già dalla nascita, un certo grado di consapevolezza maturato in vite precedenti.
Rispondevo agli eventi con comprensione e compassione.
Non vedevo solo il male che i miei genitori mi infliggevano, ma vedevo soprattutto le loro enormi difficoltà interiori.
I miei genitori non si sono mai accorti della fortuna che avevano nell’avere una figlia che, nonostante un ambiente profondamente malsano, era sana di mente.
E questo, ve lo assicuro, non è affatto scontato — nemmeno in famiglie molto presenti e apparentemente “normali”.
Sono stata all’inferno.
Ma senza quell’inferno, senza ogni dispiacere attraversato nella vita, oggi non sarei la persona che sono, e di cui vado profondamente fiera.
Sono forte. Sono resiliente.
La maggior parte dei bambini nati in famiglie difficili non ha avuto le mie stesse reazioni, e oggi porta segni indelebili, nel corpo, nella mente, nella quotidianità.
Grazie ai miei studi buddisti e induisti, oggi comprendo chiaramente perché “mi sono salvata” rispetto ad altri.
È una questione di maturità della mente e del cuore.
Tutto ciò che mi è accaduto mi è servito a migliorarmi.
Un giorno mi trovavo a Padova, durante un corso di astrologia tibetana.
A pranzo, ognuno doveva organizzarsi da solo.
Io, in auto, scelsi una pizzeria, entrai e mi sedetti.
Poco dopo, entrarono i tre maestri della conferenza:
un maestro di astrologia,
un maestro di medicina tibetana,
un maestro spirituale.
Le tre vie che io stavo studiando.
Mi videro e mi invitarono a unirmi a loro al tavolo.
Accettai, e rimasi scioccata.
E ora vi spiego perché.
La via del risveglio autentico può essere intrapresa solo da chi ha i meriti per praticarla.
Chi è pronto.
Chi è stato forgiato dal dolore, dalla ricerca, dalla consapevolezza.
E io, in quel momento, mi trovavo lì con tre maestri delle tre vie del Buddha.
Sapevo bene che per risvegliarsi davvero, bisogna conoscere tutte e tre le vie.
Così, durante il pranzo, chiesi loro:
“Perché sono qui con voi?”
Mi risposero che, grazie ai meriti maturati in questa vita, grazie ai miei enormi sforzi, avevo guadagnato il diritto di scegliere quale via intraprendere.
Avevo i meriti giusti per essere lì.
Sono pochissimi coloro che hanno davvero la possibilità di praticare una via autentica.
Molti finiscono in sentieri sbagliati, o in percorsi spirituali illusori, perché non sono ancora pronti.
Ognuno trova la via che si merita.
Se non fossi nata in una famiglia profondamente problematica, non avrei cercato una vita migliore con tale determinazione.
E non avrei mai avuto l’onore di incontrare e praticare le tre vie.
La via si rivela solo a chi è pronto.