SENTIRSI SOLI

Posso ben capire cosa significa sentirsi soli.
Ma non tutti coloro che si sentono soli, lo sono davvero…

Per moltissimi anni mi sono sentita sola.

Avere i genitori vivi, anche se con rapporti difficili, è molto diverso dal non averli più.
Non si può paragonare l’incomprensione familiare al vuoto assoluto della perdita.

Se i genitori sono vivi, una riconciliazione è ancora possibile.
Se sono morti, non ci sono più seconde possibilità.

I miei genitori erano molto problematici, ma in qualche modo potevo contare su un minimo sostegno.
Quando ho perso tutta la mia famiglia, avevo 25 anni.
Mi sono sentita profondamente sola.

Inconsapevolmente, iniziavo a scegliere persone da aiutare, persone che avevano a loro volta problemi con i genitori.
Di fatto, la persona accanto a me si appoggiava su di me, mentre io avevo una figlia piccola… e nessuno su cui contare.

Così, sono diventata il pilastro portante di tutto.

Col tempo ho smesso di essere l’appoggio per gli altri, scegliendo di lasciare che ognuno diventasse adulto e imparasse a camminare con le proprie gambe.

Perché ognuno di noi deve diventare “padre e madre di sé stesso”.
Altrimenti, cercherà inconsapevolmente figure genitoriali in ogni relazione: nelle amicizie, negli amori, nelle dinamiche quotidiane.

Molti cercano un genitore in un partner o in un amico.
C’è chi si sente gratificato nell’essere il punto di riferimento per qualcun altro, ma anche dietro quel ruolo si nasconde un bisogno.

È importante capire che non è “colpa” dell’altro se siamo diventati il suo sostegno.
Siamo anche noi responsabili, perché anche noi avevamo bisogno di essere utili, necessari, indispensabili.

Ma togliere quell’appoggio di colpo, senza consapevolezza e senza rispetto, può fare del male, perché quel legame lo abbiamo costruito anche noi.

La vera responsabilità delle nostre azioni nasce dal riconoscere che le situazioni le abbiamo co-create.
E con responsabilità e amore, possiamo ritirarci da quel ruolo, lasciando che l’altro diventi adulto.

Se non ci riuscirà, troverà qualcun altro al nostro posto.
Perché persone che vogliono essere il sostegno di qualcuno, ce ne sono tantissime — soprattutto donne “crocerossine” con ambulanza al seguito:
pronte a diventare colf, badanti, psicologhe, bancomat, rifugio emotivo…
Sempre comprensive, anche davanti a tradimenti o mancanze gravi.

Ebbene, queste sono persone con grandi vuoti interiori, che trovano esattamente il loro “incastro” in chi le sfrutta… per poi buttarle via.

Una relazione sana tra adulti non nasce da un bisogno da colmare.
E oggi, purtroppo, le persone hanno moltissimi bisogni inconsapevoli.
Così, scambiano il bisogno per amore.

Bisogno di un genitore.

Bisogno di un amico.

Bisogno di una casa.

Bisogno di denaro.

Bisogno di aiuto in casa.

Bisogno di qualcuno con cui sfogarsi.

Ma l’Amore vero è il piacere di stare con l’altro senza alcun bisogno.

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