ROBOT E ESSERI UMANI

Molti oggi sono preoccupati all’idea che i robot sostituiranno gli esseri umani in tantissime mansioni.
Sì, è un processo già in atto.
Ma prima di indignarsi, bisognerebbe osservare bene come il sistema ha ridotto l’essere umano negli ultimi vent’anni: peggio di un robot, più simile a un tostapane che a un’intelligenza artificiale.

Molte persone hanno completamente perso quell’umanità che un tempo le contraddistingueva. Non dialogano più, non scrivono più, non ragionano più.
Per questo, a dirla tutta, non mi dispiace affatto se l’uomo verrà sostituito dai robot.

Quante volte entriamo in un negozio, in un ufficio, in un supermercato, e veniamo accolti in modo scortese, svogliato, distratto?
In questi casi, forse un robot potrebbe persino essere più gentile. E mi sta bene che sostituisca chi non è in grado di avere rispetto per il prossimo.

L’umanità oggi è, in molti casi, più disumana dei robot.
E non è un caso: il sistema ha lavorato perché accadesse.
Chi non si è risvegliato, rischia di diventare inutile o addirittura dannoso.
Il risveglio serviva – e serve – per salvarsi da un futuro in cui l’essere umano diventa superfluo.

Molti parlano di apocalisse, immaginando fuoco, guerre, castighi divini.
Ma l’apocalisse – che non è solo biblica – è già in corso da tempo.
E sta dividendo le persone: tra chi non verrà toccato dal cambiamento, perché pronto, e chi invece soccomberà, travolto da crisi economiche, dalla perdita del lavoro, dalla mancanza di senso.

L’unico antidoto è il risveglio.
Ma per molti è ormai tardi per iniziare un cammino interiore autentico.
Questa è la speciazione di cui parlo da tempo. Ed è già in atto da anni.

La vedete?
Io sì.
Non la vede chi è ancora immerso nel sistema.

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