Vivere superficialmente — ovvero senza alcuna coscienza — porta, nel tempo, a conseguenze certe.
Il karma personale è la somma delle nostre azioni, perché questo mondo è regolato da leggi precise, e una di queste è proprio la legge del karma. Il karma si sviluppa esclusivamente da ciò che siamo e facciamo.
In ogni vita paghiamo solo una parte del nostro karma: questo può manifestarsi in uno, due o tre eventi importanti, che si andranno poi a sommare al karma “fresco”, prodotto nella vita presente. Questo karma fresco può migliorare o peggiorare il nostro percorso.
Ecco perché le regole spirituali andrebbero insegnate sin da bambini.
Nel mio caso, ho avuto molto karma di pagamento sul piano familiare e sotto forma di malattie genetiche o congenite. Le ho superate bene grazie al karma positivo che ho costruito nella vita attuale.
È per questo che è così importante praticare le leggi spirituali, ogni giorno.
Ogni caso va osservato singolarmente. Quello che scrivo qui è una visione generale di come agisce il karma nell’80% dei casi. Esistono anime che si incarnano solo per pagare un determinato tipo di karma — per esempio attraverso una malattia incurabile — e spesso si tratta di anime evolute, che attraverso la loro sofferenza ci offrono un grande insegnamento.
Personalmente seguo molto le persone affette da gravi malattie, perché imparo da loro. Imparo come affrontano la sofferenza e comprendo più a fondo il funzionamento del karma.
Chi vive in modo superficiale, dopo una certa età, inizia a pagare il conto del proprio comportamento. Le malattie non arrivano a caso.
Nelle persone menefreghiste e disconnesse da sé stesse, la malattia è spesso un forte segnale: “Cambia rotta.”
Se questo segnale non viene ascoltato, le conseguenze possono peggiorare, con l’aggravarsi della malattia o con l’arrivo di nuove prove.
Chi vive pensando solo a sé stesso ha spesso bisogno di una scossa, una “svegliatina” che però non sempre viene recepita.
E allora si innesca una catena di eventi negativi.
Perché, quello che conta davvero, non è solo ciò che ti accade… ma COME reagisci a ciò che ti accade. Anche davanti a un evento drammatico, puoi scegliere la tua direzione.
E quella scelta può cambiare tutto.