Sono una persona molto vendicativa, ma mai per motivi futili.
E vi dico: non vendicatevi mai, perché la vendetta genera un ritorno karmico che non finisce più. Ci sarà sempre una risposta, una reazione, e si entra in una catena continua che non porta a nulla di buono.
Da quando pratico, ho smesso di vendicarmi.
Lo faccio solo in casi estremi, quando ho a che fare con persone di male, che andrebbero fermate. In questi casi, agisco per giusta causa, anche se so che potrebbe esserci un ritorno karmico. Ma vi assicuro una cosa:
chi vi ha fatto realmente del male subirà un ritorno karmico, inevitabilmente.
Personalmente, quando qualcuno mi ferisce, lo elimino completamente dalla mia vita, insieme a tutte le persone e agli ambienti a cui è collegato. E sapete che succede? Succede che così il karma lavora meglio.
Andandosene, non si è più d’intralcio, e il karma può fare il suo lavoro in modo più diretto, più pulito.
Ho imparato che, quando ricevo del male, la cosa migliore è fare silenzio e lasciare che sia il karma ad agire.
Una persona “di male” farà inevitabilmente del male anche ad altri.
Non serve vendetta, perché il karma trova sempre la strada.
Quando mi vendico – se ancora posso usare questo termine – lo faccio smascherando quella persona, nella sua vita privata, senza mai colpire in modo gratuito. È più un ripristino della verità, un atto per aiutare chi potrebbe finire nelle grinfie di questi individui.
Anche stare zitti di fronte al male, fingere di non vedere, è una forma di complicità. È omertà, è indifferenza… e torna indietro anche a chi tace.
Un Bodhisattva non si preoccupa del ritorno karmico personale. Se deve aiutare qualcuno, anche a costo di pagare un prezzo, lo fa.
Io aspiro a questo. Per questo, in certi casi, non sto zitta. Rispondo al male andando a toccare il punto giusto, così che quella persona possa imparare una lezione.
Ho visto il karma agire, a tempo debito, anche attraverso i figli e i nipoti.
E credetemi: il karma non si dimentica.
Ora, però, voglio dirvi qualcosa di molto importante:
Prima di credere che qualcuno vi stia davvero facendo del male, fermatevi a riflettere:
potrebbe essere solo una risposta a un vostro comportamento errato, oppure ciò che reputate “male” potrebbe non esserlo affatto.
Per esempio: se una persona non vi ama più, non vi sta facendo del male.
Sta solo dicendo la verità, e vi sta dando l’opportunità di incontrare qualcuno più adatto a voi.
Spesso, quando si viene lasciati, si vive questo gesto come un’ingiustizia, come cattiveria. Ma non è così.
In realtà, siete voi che, trattenendo chi non vuole più restare, state facendo del male a entrambi.
Lasciar andare chi non vuole più stare è uno dei più grandi gesti d’amore.
E anche uno dei più grandi atti di intelligenza spirituale.