INVIDIA

Per esperienza diretta, una persona invidiosa è una persona che si sente inferiore.
Un tempo cercavo di tenere per me i miei successi, ma chi li conosceva, molto spesso, mi diceva cose spiacevoli per sentirsi migliore di me.

Un esempio ricorrente — che mi accadeva e mi accade tutt’ora — riguarda il fatto di abitare nel cuore di Bologna, in centro storico, e di averne fatto il mio business. Per questo motivo ho sempre ricevuto parecchie critiche, che in realtà celavano una forte invidia. Mi dicevano frasi come:
“Io non potrei MAI abitare in centro, per carità, non so tu come fai…”

Non ho mai risposto “per le rime” a queste persone, anche se molto spesso abitavano in periferia, in quartieri multietnici e a volte pericolosi. In alcuni casi, i loro figli frequentavano scuole in cui erano presenti anche bambini rom, poiché nei pressi vi era un accampamento fisso.

Col senno di poi, credo sia stato un errore non rispondere: l’invidia andrebbe arginata.
Oggi lo faccio, in modo diretto, elencando i difetti dei luoghi in cui vivono e chiedendo:
“Ma se amate così tanto vivere fuori, in campagna, perché nel fine settimana venite sempre in centro?”

Personalmente, trascorro il mio tempo libero dove mi piace stare davvero.
L’invidioso non ha rispetto e cerca di mettere in difficoltà chi invidia.
Un tempo, con queste persone, ero troppo buona…

Ma l’invidia non è solo una dinamica umana, è anche una distorsione energetica: chi invidia proietta un pensiero di carenza e rabbia verso l’abbondanza altrui, attirando su di sé ulteriore scarsità.
Nella visione karmica, l’invidia genera debiti spirituali. Non solo verso chi si è cercato di ferire con parole o gesti, ma verso la vita stessa, che ci aveva offerto una possibilità di imparare ad ammirare, a riconoscere, a ispirarci.

L’invidioso non si accorge che ciò che ammira nell’altro è qualcosa che potrebbe sviluppare anche in sé, se solo smettesse di confrontarsi e iniziasse a coltivare.
Quando invece si sceglie di attaccare, deridere o sminuire, si perde un’occasione evolutiva e si crea karma.

Il karma dell’invidia è l’eterna insoddisfazione.
Chi invidia non gioisce mai, nemmeno delle proprie conquiste, perché è sempre preso da ciò che non ha, e dal fatto che qualcun altro sembra averlo prima o meglio.
Per guarire da questa malattia dell’anima bisogna imparare a guardare con occhi puri, riconoscere la bellezza dove c’è, e dire:
“Che meraviglia. Se è possibile per lui, allora è possibile anche per me.”
Così si scioglie il nodo, e si apre il cammino.

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