Moltissimi mi dicono che “sono fortunata”, ma la fortuna è per gli ignoranti e per gli invidiosi.
L’essere umano crea la propria fortuna e la propria sfortuna, e se vuole può diventare ciò che desidera, ma lo deve volere più delle sue stesse abitudini sbagliate.
Mi piace studiare il karma, ed è possibile comprenderlo osservando le persone nel tempo… negli anni.
Non esiste la sfortuna: esistono comportamenti errati, reiterati nel tempo, che creano un destino avverso.
Personalmente non vivo nel livello comune a tanti, fatto di sofferenza mentale e reale.
I nostri comportamenti, ciò che diciamo, chi frequentiamo, creano il nostro karma, il nostro oggi e il nostro futuro.
La verità è che molte persone se ne fregano del prossimo. Non aiutano nessuno. Dicono di essere delle buone persone, cosa che molto spesso non è vera.
Tanti si professano credenti in Dio, ma non muovono un dito per fare ciò che Lui ha detto.
Dal Vangelo di Matteo
*In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”.
Il re risponderà loro: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?”. Ma egli risponderà: “In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».*
Sono cresciuta in una famiglia molto disfunzionale, ma mio padre e mia madre, pur senza professare una fede in Dio, hanno fatto molto di ciò che è scritto in questa parabola del Vangelo di Matteo.
Mio padre, con tutti i suoi difetti:
Ha ospitato in casa, per anni, persone senza dimora e senza tetto.
Ha dato da mangiare a chi bussava alla sua porta, spesso senza che gli fosse esplicitamente richiesto.
Ha aiutato persone in difficoltà economica, a prescindere dal fatto che fosse “giusto” o meno.
È vero: nella sua vita ha fatto anche del male, ma ha fatto anche tanto bene, senza mai rinfacciare nulla e senza raccontarlo a nessuno.
E tu, cosa hai fatto per il prossimo oltre la tua famiglia?
Prima si aiuta in casa, e poi si aiutano gli altri.
Se vuoi cambiare vita, devi iniziare a seminare buoni semi.
E questo significa, prima di tutto, mettersi in discussione.
Purtroppo, molto spesso, l’essere umano è buono solo in apparenza…