SIGNORI SI NASCE

Essere dei signori significa non guadagnare sulle disgrazie o sulle debolezze altrui.

I miei genitori e i miei nonni sono stati dei gran signori, e con il loro esempio mi hanno insegnato a esserlo. Personalmente, non speculo: non guadagno ingannando.

Vendere qualcosa di ingannevole, non veritiero e che causerà danno a quella persona significa fare del male.
Oggi TikTok è l’esempio perfetto: persone che, per bisogno personale, vendono vere e proprie fregature o speculano sulla malattia “da gioco” di altri. I match su TikTok, per me, sono un misto tra gioco d’azzardo e inganno.
Lo stesso vale per scommesse, slot machine, casinò: sono giochi che rubano a chi soffre di gravi dipendenze.

Non riuscirei mai a rovinare una persona.
Ma anche vendere o affittare case non adatte a chi le acquista o le abita è fare del male. Lo stesso vale per mutui o prestiti sapendo già che creeranno problemi a chi li contrae.

Praticare un lavoro onesto significa non vendere mai senza considerare le conseguenze.
Chi inganna il prossimo, alla fine, perderà molto più di ciò che ha guadagnato con l’inganno.

Anche vendere integratori o prodotti che non danno i risultati promessi è ingannare: magari quella persona ha creduto alle vostre parole e ha fatto un sacrificio per comprarli, sperando di dimagrire o di stare meglio. E quanti esempi simili ci sono in giro…

Io non venderei mai nulla sui social.
Molti creano amicizie solo per poi proporre prodotti. Creano legami virtuali che, col tempo, usano per scopi personali. Così è, purtroppo, l’essere umano: usa le persone per i propri interessi.

Potrei anche io usare le mie conoscenze spirituali per lucrare, ma ho un’etica spirituale molto sviluppata. Andrebbe contro ciò che sono realmente — e che molti, invece, fingono di essere.

Non uso nessuno per scopi personali.
Non vendo fregandomene delle conseguenze.
Se posso, aiuto in silenzio e in anonimato, senza sbandierare ciò che di buono faccio per ottenere un ritorno personale, visibilità, followers, like o soldi.

Col tempo, ciò che mi ha fatto più male è stato scoprire che le persone realmente buone sono pochissime. Accettare che il mondo e l’essere umano siano così è stato difficile: per riuscirci ho dovuto lavorare molto sulla mia consapevolezza.

Innalzando la comprensione, il dispiacere cessa e si trasforma in accoglienza: accettare ciò che esiste, e che è giusto sia così, perché questa è la natura di questa dimensione.
Credo di essere arrivata qui per imparare questo: comprendere il male, il dolore e la loro radice.

All’inizio il male mi ha scioccata, perché non credevo esistessero persone così crudeli. Poi ho iniziato a non temere più il dolore, lasciandomi attraversare per osservarne il meccanismo.

Oggi il male, per me, è un normalissimo ingranaggio presente in questa dimensione. Nulla di scioccante.
A stupirmi, semmai, è il bene: soprattutto quando è fatto senza alcun tornaconto. È raro che un essere umano aiuti qualcuno senza aspettarsi nulla, nemmeno la riconoscenza, l’amicizia o un vantaggio più importante.

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