La pratica spirituale sviluppa l’intelligenza e la comprensione della persona. Chi pratica seriamente sa come rispondere correttamente a un post, rendendo le proprie osservazioni attinenti al testo di riferimento. Allo stesso modo, chi dissente deve spiegare il perché.
Rispondere a un testo scritto è più facile che rispondere a parole, di persona, perché offre il tempo necessario per ragionare. Se una persona non è in grado di rispondere logicamente a un testo scritto, è evidente l’assenza di una pratica spirituale, anche minima.
Il buddismo insiste molto sull’uso corretto del pensiero: essere spirituali significa usare bene il cervello, studiare e fare domande mirate. Nei percorsi di studio buddhisti, esistono anche esami strutturati, che si svolgono dopo mesi di preparazione, e sessioni dedicate allo studio approfondito del dibattito, dove è necessario imparare a usare la mente con precisione.
Praticare non è ciò che viene spesso presentato dalla New Age: non è superficiale, leggero o semplicemente “peace and love”. La pratica autentica è impegnativa, rigorosa e richiede disciplina, ma sviluppa profondamente comprensione, logica e consapevolezza.