VEDERE OLTRE, essere veggenti, significa saper guardare al futuro ed evitare di rimanere intrappolati in situazioni economiche sbagliate.
Di questa crisi ne ho parlato a lungo già prima della pandemia. Non vedevo una guerra in casa nostra, ma una grande crisi economica. Oggi se ne inizia a percepire la portata.
Chi ha investito nel turismo marittimo sta pagando lo scotto più pesante: la crisi economica, l’aumento generalizzato dei prezzi e il cambiamento delle abitudini degli italiani. Un tempo, in agosto, le città si svuotavano e tutti partivano per le vacanze. Restavano solo i più poveri, in città deserte. Da anni la situazione è cambiata: le vacanze non sono più una moda o un simbolo di “riccanza”, e la crisi ha cambiato le abitudini rendendo le città vive anche d’estate, piene di iniziative.
La crisi, senza adeguati aumenti salariali, ha portato a una scelta forzata: eliminare il superfluo e concentrare le spese sull’essenziale. Niente vacanze, niente auto nuove, niente shopping inutile.
Il problema è che chi governa, da destra a sinistra, non sa affrontare questo declino. Si dovrebbe sostenere le grandi aziende — ad esempio esentandole da alcune tasse in cambio di assunzioni e salari dignitosi — così da riattivare i consumi. Ma in un’economia globale bisogna essere competitivi, oppure creare leggi che proteggano i consumi e la produzione interna. Non so se ciò sia davvero fattibile: Trump ci sta provando negli USA, ma non sembra riuscirci.
La mia idea è che l’economia globale stia spingendo verso un livellamento inevitabile: i paesi ricchi non saranno più così ricchi, e i paesi poveri diventeranno meno poveri, ma al prezzo di maggior sfruttamento. Forse bisognerebbe riformare le leggi globali sul lavoro a basso costo, ma i paesi poveri non avrebbero interesse: è proprio la mancanza di regole a rendere appetibile l’investimento delle multinazionali.
Per questo credo che la crisi, al momento, non sia arrestabile e che prima o poi tutti ne saremo coinvolti.
Durante la pandemia il turismo ha vissuto una finta rinascita, sostenuta dall’obbligo di restare in patria e dai bonus del governo. Ma finiti i bonus, con l’aumento del caro spiaggia, i divieti di consumare cibi portati da casa e i prezzi esagerati dei bar, uniti al costo della vita in crescita, le riviere si sono svuotate. Segno anche di una cattiva gestione post-pandemia.
Io, personalmente, da anni non spendo soldi in vacanze: ho la mia casa nella riviera marchigiana, vado in spiaggia libera o semplicemente cammino. Con l’aumento del carburante ho apprezzato ancora di più la mia auto del 2008 a GPL: economicissima e duratura. Trovo assurdo comprare auto nuove a costi altissimi, in contraddizione con le stesse leggi green. Abbiamo un mercato dell’usato che potrebbe soddisfare le esigenze senza produrre ulteriore inquinamento. Lo stesso vale per vestiti e oggetti riutilizzabili.
Le cosiddette politiche green, secondo me, non sono state pensate per il bene del pianeta, ma solo per generare nuovi profitti, con conseguenze di ulteriore povertà. Io confido che prima o poi verranno riviste o bloccate.
La guerra in Ucraina, che con noi non c’entra nulla, ha peggiorato la condizione economica europea. E ancora mi chiedo: perché devo fare un sacrificio economico così pesante per un popolo che non ha legami diretti con noi? È evidente che sia stata una decisione americana, cui l’Europa non ha saputo sottrarsi. Ma il prezzo lo paghiamo noi, e il risentimento verso l’Ucraina cresce, sebbene la responsabilità di questa guerra sia da ricercare altrove.
È da anni che non voto: il nostro voto non serve più a nulla. I nostri politici, tutti, sono comparse di una farsa decisa dalla UE e dagli USA. La sovranità nazionale è finita con la nascita della Banca Centrale Europea.
QUAL È LA SOLUZIONE?
L’ho detto più volte: la vera soluzione è praticare le leggi del Dharma — spirituali ed etiche — che contrastano il karma individuale e collettivo. Chi da anni pratica seriamente, a 360 gradi, crea un karma positivo che può evitare o ritardare il declino generalizzato.
Questa è la famosa speciazione di cui parlano alcuni: uno “spartiacque” tra chi pratica le leggi divine di causa ed effetto e chi no. Le parabole di Mosè e Noè ci ricordano cosa significa praticare con serietà e ricevere così un aiuto superiore in tempi di decimazione forzata dell’umanità.
E LE RELAZIONI?
La crisi spinge a preferire la coppia, ma l’essere umano non è capace di creare relazioni sane. Questo porterà a tragedie relazionali e a ulteriori difficoltà economiche: ogni separazione, soprattutto con figli, erode la capacità di spesa e aumenta l’impoverimento.
I femminicidi sono in aumento anche per questo motivo.
La soluzione ideale sarebbe una grande catena di solidarietà femminile, dove gli uomini possano partecipare solo se davvero adulti e sani di mente.
È questa la visione con cui sto crescendo mia figlia.
Perciò, quando mi chiedete una “soluzione”, la risposta è sempre la stessa:
praticare a 360 gradi, con la consapevolezza che il cambiamento si manifesta nel tempo. All’inizio, infatti, si “paga” il karma del passato: ciò che vivete oggi è il frutto di semi già piantati, spesso amari o non graditi.
Ma se si pratica con fede, coraggio e costanza, col tempo arriveranno anche i frutti della giusta pratica.
Questa è la legge del karma, o di “causa ed effetto”: nell’oggi state vivendo ciò che avete seminato ieri, e per raccogliere buoni frutti domani, oggi occorre piantare semi buoni.