Premetto che, con ciò che scrivo nei miei post, non ho intenzione di offendere nessuno. Sono però consapevole che le mie parole possano infastidire e che alcune persone possano sentirsi toccate o addirittura offese.
Questo accade perché l’ego, la personalità che risiede dentro ognuno di noi, si offende molto facilmente. Ed è proprio da lì che bisognerebbe iniziare ad osservarsi, per intraprendere un percorso di guarigione. La maggior parte delle persone, però, non lo fa.
Molti si sentono “speciali” o, al contrario, “inutili”: in realtà sono due facce della stessa medaglia, quella dell’ego.
Lavorare su di sé significa rendere l’ego – collegato alla mente – meno attivo, per lasciare spazio all’essenza, all’anima, al Sé superiore (chiamatelo come preferite). L’ego, soprattutto all’inizio, ha bisogno di etichettare tutto. In verità, “ciò che siamo realmente” non ha nome, perché la pura essenza è soltanto consapevolezza.
Le persone che considero davvero speciali sono quelle che possiedono presenza, una qualità rara.
Qualche giorno fa ho incontrato una persona speciale, che ha catturato profondamente la mia attenzione. È una persona che ha fatto un grande lavoro su di sé: un bellissimo ragazzo che, quando lo guardi, ti cattura. È magnetico… ed è proprio questa la caratteristica delle persone speciali.
In estate ha un banchetto dove espone e vende oggetti indiani da lui realizzati; in inverno si reca in India, dove acquista pietre e altro materiale, che poi lavora per riportarlo in Italia.
Si chiama Cristian.
Vi lascio il link al suo blog, ma il mio consiglio è di conoscerlo di persona: dal vivo, oltre a essere ancora più bello, si può cogliere la sua energia. È potente e allo stesso tempo completamente aperto, e sorride sempre.
https://www.cristianbuzzelli.it/chi-sono/