Purtroppo, moltissimi avranno gravi problemi con la pensione: alcuni perché hanno riposto troppa fiducia nello Stato, convinti che avrebbe garantito loro una vecchiaia serena, altri per pura imprudenza e superficialità nelle scelte di vita.
Tra i miei coetanei, diversi hanno inseguito manie di grandezza tentando la strada dell’imprenditoria, collezionando fallimenti. Oggi, senza una donna con casa e pensione sicura, rischiano seriamente di finire in povertà.
Dire “sono io la mia pensione” non deve essere una frase da “sboroni”, ma una verità concreta. Solo pochi grandi maestri – Buddha, Yogananda con le sue comunità, Osho, Gesù e altri – erano capaci di attrarre denaro senza mai trattenerlo per sé stessi, e proprio questo li conduceva all’abbondanza.
Per le persone comuni, invece, è necessario costruirsi una stabilità economica, creando entrate sicure. Pensare positivo senza criterio porta solo a disastri.
Se guadagni ingannando gli altri, l’abbondanza si dissolve e con essa la tua sicurezza. Questo mondo è regolato da molte leggi sottili che compongono la legge dell’abbondanza e della sussistenza. Gesù diceva: “Seguimi e avrai ciò che ti serve”, ma seguirlo significa praticare, non predicare. Lui non accumulava ricchezze, ma non gli mancavano mai né il cibo né un riparo.
Viviamo in un’epoca in cui si raccoglie solo ciò che si dona. Purtroppo, a causa dell’egoismo diffuso, ci attendono anni difficili: la crisi c’è già, ma non si è ancora mostrata in tutta la sua portata.
Personalmente, 25 anni fa ho compreso che la pensione sarebbe stata un’illusione, e mi sono preparata per tempo. Oggi vediamo chiaramente che i nostri figli difficilmente avranno una pensione sufficiente per vivere. Per questo motivo, trovo rischioso mettere al mondo dei figli senza pensare seriamente al loro futuro: non hanno chiesto di nascere, e il mondo che li accoglierà sarà avaro di speranze.
Chi ha figli, se può, dovrebbe preoccuparsi ora di costruire per loro un domani più stabile. Altrimenti la sofferenza sarà inevitabile.
Come ho scritto più volte, ho scelto di chiudere i social perché so ciò che sta arrivando. Praticare non significa farlo quando si hanno “le pezze al culo”, ma iniziare quando si ha ancora scelta. E chi pratica non è chiamato a farsi carico dei mali del mondo, ma a salvare prima di tutto sé stesso, e – se possibile – anche gli altri.
Ho imparato che non vale la pena aiutare chi non vuole davvero guarire, o chi pretende di usarti come oracolo. È da anni che parlo di questo tempo: non vedo guerre, ma tanta povertà sì.
Già oggi si percepisce con le vendite online: per pochi spicci, molti finiscono per dare fregature. Figuriamoci cosa accadrà quando il bisogno diventerà estremo.
Per questo ho scelto di rendermi meno accessibile.
Molti credono che la pratica sia una farsa e che io sia soltanto una persona “molto fortunata”… ahahah! Per chi è cieco sarà sempre così, e non mi interessa dimostrare il contrario.
Meglio lasciare dormire chi dorme profondamente: se lo svegli troppo in fretta, rischia solo di rivoltarsi e mordere.