Molti non sapevano del problema alla colonna vertebrale.
Se non lo dicevo, non si vedeva nulla, nemmeno quando portavo il busto con i ferri rigidi.
Alcuni mi hanno visto toglierlo e rimetterlo.
Moltissimi non sapevano che vivevo con mio padre dall’età di 2 anni.Sola con lui.
Moltissimi non sapevano della mia origine in una famiglia tossica.Appaio troppo equilibrata.
Di me si può sapere solo in base al grado di intimità.
Una conoscenza di sei mesi, o solo telefonica, o se sei tu a cercarmi per un tuo bisogno, saprà il giusto, sicuramente non tutto.
E dipende anche dal tuo livello di consapevolezza.
Non parlo di risveglio con tutti, solo se è il caso e secondo il grado di consapevolezza.
Chi mi è vicino sa ciò che ritengo giusto.
Se mi tratti male saprai nulla o quasi.
Non sono una persona che parla molto di malattie e problemi.
Parlo di soluzioni.
Il lamento è inutile.
Agire porta a nuovi risultati: l’azione di per sé mette in moto l’universo, il lamento no, ristagna le situazioni.
Ho capito che, quando una situazione non si sblocca, anche solo con un pensiero ossessivo, bisogna cambiare persone e ambiente e smettere di parlarne.
I social alimentano il ristagno delle situazioni che si ripetono.
Le persone vi vengono a guardare, anche quelle che volete dimenticare, creando un circolo energetico nocivo.
Se non vi vedono più, inizieranno a pensare ad altro e le situazioni si sbloccano.
Un tempo non c’erano i social: si chiudevano i rapporti, si dimenticavano le persone e la vita andava avanti meglio.
La stessa cosa vale per la sofferenza di un lutto.
Io ho perso tutti 25 anni fa e, per sopravvivere, ho dovuto togliere i ricordi.
Ho foto, ma non le espongo.
Ciò che abbiamo fatto di bene per i nostri cari non cambia: rimane.
La mente crea il vostro futuro e avere sempre il passato sotto gli occhi non va bene: aiuta solo a non cambiare.
Spesso non è possibile insegnare a vivere bene perché l’attaccamento al passato è troppo forte.
Va fatto un lavoro sul “lasciare andare” per preparare il terreno.
Un rapporto finito male da anni non torna, e se torna è solo per farvi del male.
Per queste persone sono io “la cattiva”, ma va benissimo: che restino dove sono.
Difficilmente chi fa del male cambia.
Si nasce con una certa predisposizione.
Personalmente, nel passato non ho perso nulla: solo persone che potevano usarmi o farmi del male.
Perciò ci ho guadagnato, e credo che le persone come me siano tutte così.
Hanno una levatura interiore, sensibilità e forza che attirano le “falene”, e dobbiamo capire che dobbiamo stare tra di noi o, piuttosto, soli.
Le persone come noi stanno benissimo sole, senza comunicare per forza con qualcuno, anche solo con messaggi o telefonate.
Vivere senza chattare, telefonare o fare video (nuovo trend) è per quei pochissimi che amano stare realmente con sé stessi: ingrediente essenziale per un serio lavoro interiore.
Entrare nel mio mondo è per pochissimi.Ed è giusto così.