COME MI COMPORTO NELLE RELAZIONI IMPORTANTI

Premetto che sono una praticante spirituale e ho un reddito più alto della media, perciò godo di molta più libertà, anche se le liti economiche accadono anche tra persone molto benestanti. È una questione di consapevolezza.

Per me la cosa più importante è la serenità e faccio di tutto perché rimanga sempre. Non litigo mai per denaro.
In coppia sono una persona molto generosa e, se l’altro se ne approfitta, lo noto e prendo le mie decisioni senza dire nulla. Credo che certi atteggiamenti non debbano essere imposti: è bene che l’altra persona si mostri subito per ciò che è.

Sono cresciuta in una famiglia con questi principi.
I miei genitori, nel divorzio, non hanno litigato per denaro: hanno litigato per avermi.
Mio padre mi manteneva totalmente e io vivevo con lui; mia madre mi dava tutto ciò che chiedevo.

Crescendo in una famiglia così, ho cresciuto mia figlia nello stesso modo.
Non bado se spendo più di suo padre: non mi interessa.
Mia figlia ha il mio bancomat da anni.

In tutto ciò che faccio, mia figlia è sempre al primo posto, cosa che oggi, mi spiace dirlo, non accade spesso.
Io voglio che lei sia serena.

Sin dal primo istante in cui ho scoperto della sua esistenza,ogni mia decisione è stata “per lei”.
Oggi i sacrifici che faccio per gli immobili sono per lei.

I figli “a parole” vengono per primi, ma nei fatti spesso no.
Proprio oggi ho stipulato un’assicurazione “platinum” per mia figlia, perché, guardando al futuro della nostra sanità, “vedo già” che sarà fondamentale.

Per me l’amore è un fatto concreto: dimostro il bene, e questo piace molto di me. Diciamo che è una mia “skill” che fa davvero la differenza in qualsiasi relazione.
Possiamo dire che, nei confronti di mia figlia, ho una mentalità “antica”: l’unica che avrebbe avuto ragione di restare nella testa delle persone e che invece oggi si è persa.

Nelle separazioni, le liti sono prettamente economiche e spesso vengono prima le nuove relazioni dei figli: per me è impensabile.
La mia casa è la casa di mia figlia. Qui non entra nessuno.

Questo modo di essere definisce me e l’ambiente in cui sono cresciuta.
I miei genitori erano così.
Un figlio non può subire tutti gli sbalzi ormonali e adolescenziali dei genitori, soprattutto quando si raggiunge un’età matura… eppure vedo comportamenti allucinanti:
dicono di amare i figli, ma nei fatti no.

In qualsiasi relazione non dico mai alla persona come si deve comportare.
Io sono me stessa e osservo l’altro.
Se non mi va bene il comportamento, semplicemente chiudo.
Oggi non chiedo spiegazioni né dico quale atteggiamento non mi sta bene.

Ognuno ha la sua consapevolezza (la sua natura), come io ho la mia.
Perciò, o quella persona mi va bene com’è, o lascio perdere.
Le persone non cambiano: è molto difficile cambiare.
Fare presente ciò che non va crea solo promesse di cambiamento che allungano inutilmente una relazione.

Ovviamente bisogna sapere bene che tipo di rapporto si desidera.
Io lo so.
Molte persone, invece, non sanno che tipo di compagno vogliono accanto, e questo le porta a perdere tempo con chi non va bene, cercando erroneamente di cambiarlo.

Il mio “segreto” nelle relazioni è non dire mai cosa voglio o non voglio: lascio che l’altra persona si comporti come vuole.
Io capisco sin da subito chi ho davanti, ma in generale è bene attendere un anno per vedere davvero chi è quella persona, perché tutti, all’inizio, si mostrano migliori di ciò che sono realmente.

Le persone che praticano “dovrebbero” mostrarsi per ciò che sono fin dall’inizio.

Per quanto mi riguarda, mi è sempre stato detto che “sono una persona diretta, senza filtri”.
Infatti, nessuno mi ha mai detto di avermi valutata diversamente.
Posso irritare chi vive dietro una facciata.

In generale, sono molto esigente: come parametro prendo me stessa, e chi vuole stare con me ed avere un rapporto alla pari e di reciprocità deve essere come me.
Al di sotto, non intransigo.
Quando stai benissimo con te stessa e da sola, ti puoi permettere il lusso di scegliere: è questo il frutto di un vero lavoro su di sé.

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