OGGI SO ESATTAMENTE CHI SONO

Quando ho iniziato a praticare ero nel mio punto più basso.
Moltissimi iniziano a praticare per sentirsi importanti: si gasano e fingono di essere qualcosa.

Personalmente, credevo di essere messa molto male e volevo intraprendere un percorso semplicemente per stare bene.
Sapete invece cosa è accaduto?
È accaduto che ho scoperto di non stare affatto così male.

Il percorso mi ha fatto prendere coscienza di tutto il mio bagaglio interiore, delle mie potenzialità e anche del mio valore nel sistema, a cui però devo stare attenta.
Non avevo aspettative né traguardi. Volevo solo conoscermi e migliorare.

Ho “un motore interiore” in grado di raggiungere ciò che desidera.
Non avevo obiettivi economici né il bisogno di sentirmi importante.
Ma è accaduto che mi sono vista, e mi sono piaciuta, soprattutto mettendomi semplicemente a confronto con gli altri.
E sì, può sembrare che mi si sia alzato l’ego… ma per me è semplicemente amor proprio.

Ho preso i miei cocci e li ho rimessi a posto, ed è saltata fuori un’opera d’arte meravigliosa che mi piace assai.
Non voglio essere né migliore né peggiore di altri.
Semplicemente, oggi mi piaccio per come sono e ho molta fiducia nelle mie possibilità.

Ho compreso di avere un livello interiore alto rispetto alla media e ho scoperto che questo vale anche per la società, per il sistema.
Credo che ciò che siamo dentro sia in stretta correlazione con ciò che troviamo fuori.
Sadhguru chiama i nostri potenziali “ingegneria interiore”, ed è esattamente così:
ciò che è fuori è dentro.

Un tempo la mia asticella nelle relazioni e nelle amicizie era notevolmente bassa, e semplicemente oggi si è alzata di parecchio, perché è ciò che sono e ciò che mi posso permettere.

Credo profondamente che si “nasca” con una certa predisposizione e che si possa arrivare benissimo al mio stesso traguardo.
Ma se in questa vita la consapevolezza è molto bassa, sarà per le prossime.

Mi spiace per chi non è stato attento nel cogliermi nel mio momento più basso e poi se n’è pentito.
Ma nulla è un caso.

Se non avessi incontrato la “merda”, ovvero il buon concime, oggi non sarei ciò che sono:
un fiore di loto nato dal fango!

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