Chi mi conosce sa che ho sempre sentito il male nel mondo. In tempi non sospetti, quando tutti erano felici e contenti, c’è chi mi ha vista piangere per questo… quando ti risvegli senti il peso del male nel mondo.
Su Gaza non digerisco l’essere parte di quel male, perché il mio governo ha deciso di allearsi con degli assassini. Questo mi sta toccando molto profondamente, anche perché posso fare poco o nulla.
Un giorno, molto presto, pagheremo quello scempio… lo so.
È vero, nel mondo non esiste solo Gaza e sono responsabile anche del male che c’è in altre parti del mondo, ma non così gravemente come sta accadendo a Gaza.
A 14 anni lessi Se questo è un uomo di Primo Levi, che mi rimase nel cuore.
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
P. Levi, La tregua, Torino, Einaudi, 1965, p. 9
Come è possibile che sia accaduto di nuovo?…come è possibile…