OFFESE DAI GENITORI

​Ogni tanto racconto spezzoni della mia vita. Proprio l’altra sera, parlando con una persona che si offende per nulla, mi sono ricordata della mia infanzia e adolescenza.

​Ci sono persone troppo sensibili che si offendono per cose ridicole. Ciò accade perché vi è una sensibilità troppo spiccata, spesso immotivata e percepita a livello personale. Parlando con questa persona mi sono ricordata di come venivo offesa io dai miei genitori.

​Mi offendevano fisicamente e mentalmente, eppure oggi sono una persona molto equilibrata e molto forte. C’è chi con il veleno muore e c’è chi ne diviene immune.

​Oggi è pressoché difficile offendermi. Rispondo perché non sopporto la cattiveria, poiché molto spesso distrugge le persone che difficilmente reagiscono come me. Perciò, rispondo con la stessa moneta, con la differenza che tocco punti reali e vi assicuro che chi offende non si aspetta di essere offeso. Ho visto reazioni veramente inaspettate.

​Mio padre mi diceva sempre che ero brutta, che facevo schifo, e io avevo imparato a offenderlo allo stesso modo, sul fatto che era brutto e pelato (portava il parrucchino di Cesare Ragazzi). Si zittiva perché avevo esattamente toccato il suo tallone d’Achille.

​Difficilmente oggi qualcuno mi offende. Con le persone che se lo meritano, uso “la veggenza” per toccare i punti che so fargli male.

​Se queste persone offendono delle ragazzine o persone vulnerabili, possono rovinar loro la vita. Perciò, rispondere “con la stessa moneta” lo ritengo un modo per non farglielo fare di nuovo, perché potrebbero incontrare una persona come me.

​Alle offese di mia mamma, invece, non ho mai risposto. Mi diceva che ero alta, a differenza sua, ma non ero bella come lei da giovane… Stavo zitta perché per me era la verità.

​Oggi so che invece non è così. Oggi sono più bella io di mia mamma… Almeno io mi piaccio molto, ma è così anche nella realtà.

​Questo per farvi capire che c’era materiale sufficiente per creare una malattia mentale, già solo con questi aneddoti, ma non è accaduto.

​Quando sei nel fango, o fiorisci come un “fiore di loto” o sprofondi.

​Chi ha un potenziale nasce in ambienti tosti, credo appositamente per forgiare meglio la persona. Sono molto forte. Ho una resistenza ai carichi della vita che moltissimi non hanno e mi rendo conto che a volte scordo che gli altri non sono come me e non resistono come resisto io.

​Sono più forte dei miei genitori. Lo so perché personalmente ho sempre avuto moltissima voglia di vivere e ho affrontato situazioni che i miei genitori non erano in grado di reggere. I miei genitori avevano delle paure che mi hanno trasmesso e che ho guarito. Sono molto forte perché ho attraversato le loro paure.

​Ho vissuto moltissime avversità e responsabilità che moltissimi non hanno vissuto, oppure non hanno vissuto alla mia stessa età. Molto precocemente la vita mi ha messa alla prova. Da mio padre ho preso “la mente molto forte”; infatti, lui ha resistito alla morfina che ti danno in fin di vita. A me è successo che il dentista voleva farmi un intervento in bocca con anestesia e l’anestesista non riuscì ad addormentarmi con dosi doppie. Ovviamente non usano l’anestesia che usano nelle sale operatorie. Quella funziona.

​Ho preso dosi di farmaci per la colonna vertebrale che buttano giù un cavallo, [ma] io ho sempre svolto una vita normale. Questo per dire che ho una mente molto resistente ai dolori della vita. Ho un livello di attenzione che moltissimi non hanno. E non a caso sono nata in una famiglia fortemente disturbata in cui sono rimasta sana di mente e salda nel mio cuore. Comprendo che molti non sono come me e per meno cadono in depressione o in altre malattie dell’anima. Io le chiamo così.

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