Quando cercate qualcuno, chiedetevi il perché lo state cercando. L’osservazione di sé è fare questo: vigilare le nostre emozioni e comprendere perché compiamo quell’azione.
Quante volte cerchiamo realmente qualcuno per il piacere di sentirlo? Quante volte cerchiamo qualcuno perché ne abbiamo bisogno, anche solo per sfogarvi?
Usare qualcuno è fare del male.
Ora pensate a quante volte nella giornata usate le persone. E vi meravigliate se nella vostra vita accadono eventi spiacevoli?
Vigilare h24 voi stessi significa essere coscienti di ciò che fate.
Quando una persona mi cerca perché ha bisogno e poi mi racconta i suoi problemi, per me è già chiaro perché quella persona ha dei problemi. Ma come può cambiare vita una persona che non è consapevole del male che fa? Non può. E nella maggioranza dei casi, non è possibile nemmeno aiutarla.
Fare presente gli errori per poi modificarli presume una certa consapevolezza dell’altro, spesso inesistente.
Il 95% delle persone usa il prossimo, e questo produce male. Moltissime azioni che una persona fa nella giornata producono male e, molto spesso, la persona non compie azioni di bene che possano contrastare il male creato.
Ho smesso di occuparmi di queste persone perché è tempo perso.
Lo studio del karma è la base per iniziare a praticare. Studiare il karma lo si fa presso scuole buddiste, l’unica filosofia che ne parla seriamente, non sui libri. Il karma raccontato nei libri spesso proviene dalla New Age, che si basa su invenzioni che complicano ancor più il percorso.
L’amicizia è spesso un mero bisogno, come l’amore.