Nel mio viaggio ho conosciuto moltissime persone che non sanno di nulla. Zero. Questa, per me, è la peggior condizione umana. E di persone così ne ho conosciute moltissime.
Rimangono in una superficialità “drammatica” di cui non si rendono assolutamente conto; anzi, si sentono speciali. Ma di cosa? Di cosa? Non hanno nulla da dare e credono di essere l’ombelico del mondo, e invece sono il vuoto più triste.
Le persone vuote mi fanno percepire un’infelicità che non mi contraddistingue. Molti credono che parlare significhi essere persone interessanti. Le persone vuote parlano moltissimo del nulla cosmico.
Aver sofferto, o meglio, credere di aver sofferto, non significa essere persone profonde. La veggenza scaturisce da una profondità d’animo che vede. Chi ha sofferto davvero non lo fa pesare e non ne parla. Non usa la propria sofferenza per attirare l’attenzione.
Più sei profondo e sottile e più sei semplice e leggero. Più sei il nulla cosmico, più sei superficiale e pesante, tanto da far stare male le persone attorno a te. Chi è leggero non grava su nessuno.
Molte persone esagerano la loro sofferenza o se la inventano perché attira l’attenzione, e hanno capito che la sofferenza porta le persone ad aiutare più spontaneamente.
Ho aiutato molte persone quando io avevo più problemi e sofferenza di loro. L’ho fatto perché so bene cosa significa soffrire e ho dato al prossimo ciò che avrei voluto ricevere per me e che mai ho ricevuto. Poi ho scoperto il vero volto di queste persone: usano il prossimo con la scusa della sofferenza. Questo è fare del male. E non sanno che, a forza di fingere, poi la sofferenza arriva davvero. E accade. Sono persone sempre tristi senza un motivo valido. Sono persone che a un certo punto della vita iniziano a ricevere ciò che hanno dato.
Queste persone sono come “il zicco di merda dentro alla tua coppa di champagne” che ti rovina il calice. Ho imparato a riconoscere queste persone e a tenerle lontane, perché le energie negative sono “il zicco di merda” nella tua vita (la coppa di champagne). L’arte dell’alchimista dice di stare attento a chi frequenti poiché le energie ti influenzano. Se vuoi una buona vita, circondati di persone migliori di te, altrimenti stai solo.
Oggi la negatività è ovunque. Il 95% delle persone sono negative, ragion per cui la mia vita non è accessibile.
Al 95% delle persone negative appaio come la stronza, oppure la narcisista o altro, perché non sanno di essere loro il problema. Non mi interessa convincerli del contrario; anzi, mi serve a mantenere distanze buone per me.
Uscire fuori da una vita di “letame” non è per niente facile perché devi cambiare, resettare, completamente la tua vita, conoscenze comprese. Nel tempo mi sono resa conto che fare un reset per me può essere facile, ma per moltissime persone no. Diciamo che la vita sin dalla nascita mi ha preparata a divenire ciò che oggi sono e ciò che riesco a fare. Sono abituata a non avere affetti, aiuti o qualcuno che ti sostenga o, peggio, ad avere persone che ti contrastano. Sono abituata e sono molto forte. Perciò, mi riesce facile troncare rapporti e fare dei reset che solo così permettono di cambiare realtà invivibili. Sono arrivata a questa conclusione perché la realtà me lo racconta. Ed è per questo che la via di risveglio è per pochissime persone.