Un rapporto disfunzionale è sempre composto da due persone disfunzionali: una che si comporta male e una che resta, pur non essendo felice.
Se uno dei due esce dal rapporto, la disfunzionalità cessa.
Una persona consapevole non resta in un rapporto disfunzionale.
Come riconosco una persona disfunzionale:
– Si lamenta continuamente.
– È sempre triste, arrabbiata o malinconica.
– Parla senza sosta del proprio rapporto di coppia, passato o presente, e si riprende solo quando trova un nuovo partner.
La serenità di molte persone dipende dai rapporti di coppia e dal denaro. Poiché questi sono spesso temi critici, le persone tendono a essere tristi e cercano gli altri solo quando stanno male: ecco l’amico disfunzionale.
Chi resta in un rapporto disfunzionale lo fa perché, in qualche modo, ne ha bisogno:
– Per sentirsi utile al prossimo.
– Come specchio della propria infelicità, vissuta attraverso gli altri.
Quando si guarisce dalle proprie ferite, non si è più attratti dalle persone disfunzionali e i rapporti che portano infelicità cessano.
Quando qualcuno si lamenta del proprio rapporto, dico sempre di lasciare il compagno o la compagna.
Subito noto che non vogliono farlo: pretendono che l’altro cambi, segno evidente di disfunzionalità.
Le persone o si accettano per come sono, oppure si lasciano.
Se qualcuno mi fa capire che non è felice con me, o che non vado bene, me ne vado.
Non prego nessuno e non ho intenzione di cambiare: per me un rapporto o funziona, o non funziona.
Cambiare davvero richiede un lavoro enorme e profondo su sé stessi, cosa rara. Io ci sono riuscita, tanto da non riconoscermi più.
Se cambi dentro di te, cambia anche la tua vita esteriore.
Sono felice di indole, e chi mi conosce lo sa. Non sopporto chi ha sempre il muso senza motivi reali.
La consapevolezza porta serenità e felicità.
Perché mi definiscono “difficile”?
Dicono che sono una persona difficile perché ho idee che non smusso di un millimetro.
La mia interiorità è legata all’etica spirituale e non faccio passi indietro.
Molti si infastidiscono perché non sono addomesticabile, non mi lascio abbindolare e seguo le mie regole.
Sono una persona sana e serena che non va a patti con la propria integrità interiore.
Molti vogliono che tu cambi per adattarti alle loro disfunzionalità.
Io sono rigida: non accetto lo standard delle relazioni sentimentali e amicali di oggi.
Per me in una coppia non devono esserci segreti.
Se una persona inizia un rapporto e contemporaneamente mantiene flirt online nascosti nel telefono, non mi sta bene.
Questo già basta a rendermi “difficile”.
Non amo chi passa il tempo sulle chat e ha il blocco del telefono: di solito è evidente fin dall’inizio.
Osservo.
Non dico nulla e mi dileguo io.
Tutti hanno nostalgia del passato, ma nei fatti vivono immersi nel presente grazie alla varie applicazioni e chat.
Io amo la vita per come è oggi, ma resto fedele a valori spirituali ormai perduti.
Non mi abbasso ad avere rapporti con persone ultramoderne che non se ne rendono conto.
Ecco perché sono considerata difficile:
– Ho una forte etica spirituale e principi solidi.
– Entro in contatto solo con persone sane interiormente.
– Accolgo nella mia vita solo chi è un valore aggiunto, non chi diventa un problema da gestire.
Questa è la vera consapevolezza.