È molto raro che io trovi una persona davvero interessante… Maila lo è.
Non sempre chi ha avuto una vita difficile sviluppa un bagaglio profondo che nasce dalle esperienze. Spesso, chi ha sofferto molto finisce per assomigliare a coloro che gli hanno fatto del male, come accadde alla madre di Maila.
Quasi vent’anni fa mi chiesero di scrivere la mia storia per trasformarla in un romanzo di ispirazione per chi attraversa momenti difficili. Maila è assolutamente una persona di ispirazione per chiunque viva situazioni dolorose: è la prova che ce la si può fare.
Ho conosciuto persone che, come Maila, hanno avuto vite difficili, ma molte di loro hanno lasciato presto questa terra. Maila invece è una sopravvissuta.
Molti credono di aver vissuto una vita complicata e interessante, ma spesso si tratta di esistenze banali, con problemi comuni vissuti come se fossero enormi tragedie. Ognuno vive la sofferenza a modo suo, e non è mia intenzione sminuire. Tuttavia, da persona “spirituale”, credo sia importante riportare sempre le persone con i piedi per terra. Troppi usano la sofferenza per attirare attenzione e aiuti.
Maila, invece, ha attraversato un vero inferno e da quella palude è sbocciato un bellissimo fiore di loto.
Riconosco in lei caratteristiche comuni a chi ha vissuto esperienze simili: non rendersi conto della pericolosità della madre e la difficoltà nel chiedere aiuto.
Maila, nonostante il male ricevuto dalla madre, piange per la sua dipartita… ed è proprio questo che mi accomuna a lei.
Amare significa: “ti amo per come sei” e non “per come ti vorrei”.
Amare è la mancanza che Maila, nonostante tutto, prova per sua madre, e in questo mi riconosco.
Amare “nonostante tutto” è raro.
Maila non è una persona scontata né banale. È semplicemente Maila.
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