Sotto trovate un video preso da “Storie Maledette”.
Il soggetto nel video ha molta conoscenza spirituale — anche sbagliata — e sicuramente, tra le persone “comuni”, può dare l’idea di essere molto colto, di conoscere.
Sembra un vero praticante spirituale, ma non è così.
È una chiara testimonianza di un forte ego spirituale che si autoconvince (illusione e menzogna) per non vedere la verità.
QUESTO È MENTIRE A SÉ STESSI.
La conoscenza e la pratica vera non avrebbero mai portato a uccidere una persona.
Il soggetto usa il sapere spirituale per ingannare sé stesso e gli altri, e per costruire spiegazioni personali plausibili e “giuste”.
Ho conosciuto tantissime persone così: usano il sapere per ingannare sé stessi e gli altri.
Spesso tentano di usare anche me per estorcermi sapere da utilizzare per farsi “ganzi”.
C’è chi legge libri di filosofia e spiritualità per ingannare sé stesso e gli altri.
C’è chi fa corsi di spiritualità per dimostrare di essere praticante perché “fa figo”, ma in verità non ha mai praticato.
Spesso hanno una mente fervida e parlano molto: segno inequivocabile della non pratica.
La pratica porta al silenzio e alla quiete, che sono il risultato dell’assenza del bisogno impellente di esternare.
QUESTA PERSONA È UN ESEMPIO DI FALSA PRATICA E FALSO SAPERE.
Il sapere spirituale si basa sull’esperienza della pratica, non sul mero ripetere concetti.
I morti sono morti: non risorgono e non sparisce il corpo dalla tomba.
La malattia mentale è un fattore che rende la pratica inutile e pericolosa, perché viene utilizzata per scopi personali, per sentirsi migliori degli altri e soprattutto per non vedere la propria condizione mentale instabile.
Molte persone con turbe mentali anziché curarsi frequentano ambienti spirituali.FATE ATTENZIONE