TRUMP E IL MENTIRE A SÈ STESSI

L’esempio di Trump per farvi capire cosa significa “mentire a sé stessi”

Mentire a sé stessi è un concetto poco comprensibile, e vorrei farlo capire con un esempio pratico.

Trump ha fatto una guerra lampo in Venezuela rapendo Maduro. 
Moltissimi hanno parlato malissimo di Trump e di ciò che ha fatto, dicendo anche che non sarebbe servito a nulla e che anzi avrebbe peggiorato la situazione.

Premetto che non ho simpatia per Trump, ma sappiate che antipatia e simpatia sono appannaggio della personalità intrisa di ferite, bisogni e desideri, e perciò non equanime.

Tornando a Trump, parlare senza aver ben accertato i fatti è di fatto mentire a sé stessi. 
La realtà dei fatti sul Venezuela è che il rapimento di Maduro è stato più che positivo per la popolazione: il prezzo degli alimentari è notevolmente diminuito poiché prima c’era un mercato nero degli alimenti, e l’economia in sé, con l’arrivo di Trump, è notevolmente migliorata. 
Ora il Venezuela è comandato da Trump, che è nettamente differente da Maduro, perciò ciò che ha fatto è stato positivo e non negativo. 
In definitiva, Trump ha fatto una buona azione anche se questo non era il suo fine.

Personalmente mi baso sempre sui fatti, e se mi espongo giudicando una persona non lo faccio mai per “partito preso” o sotto l’influsso di un’ideologia personale o politica. 
Anche se mi baso sull’etica spirituale, il bene e il male si misurano sui fatti, non sulle simpatie, soprattutto politiche. 
Le persone giudicano attraverso i filtri dell’inconsapevolezza, che porta a mentire a sé stessi, perciò si mente senza sapere di farlo.

Come ho fatto a togliere i filtri che mi portavano a mentire a me stessa?

È accaduto perché i miei filtri non erano così profondi: erano più genitoriali, vitali. 
Non vedevo realmente il male che mi era stato fatto dai miei genitori, poiché per me era troppo ammettere di non essere stata amata come credevo. 
Mi riferisco ai filtri più semplici da osservare poiché di filtri ce ne sono molti e sempre più profondi e man mano sempre più sulla realtà che viviamo.

Moltissimi non hanno solo filtri genitoriali, ma anche filtri scaturiti da convinzioni personali e ideologie familiari. 
Non esistono colpe nell’avere più filtri di un altro: semplicemente non si è ancora così forti e pronti per affrontare dove mentiamo a noi stessi. 
Certe menzogne per noi sono vitali, perché per un bambino — come nel mio caso — è vitale credere nel bene che i genitori gli vogliono. 
E si è “bambini” finché non si è maturati interiormente, perciò anche in tarda età.

Io stessa non potevo vedere la verità sul bene che i miei genitori provavano per me, perché avevo bisogno di credere di essere amata. 
E solo nel momento in cui non avevo più bisogno di quell’amore ho potuto vedere la verità. 
Perciò il mentire a sé stessi funge anche da paracolpi per ciò che ancora non siamo pronti a vedere.

Si smette di mentire a sé stessi man mano che si lavora seriamente su di sé e si diventa pronti a vedere strati sempre più profondi di verità.

Il mentire a sé stessi è anche direttamente proporzionale al grado di veggenza.Meno menti a te stesso,perciò sei più consapevole, e più aumenta la veggenza.

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