Se siamo nati qui significa che abbiamo molto karma da osservare.
Il karma non è altro che un cumulo di ferite, bisogni, desideri e azioni derivate da essi, da cui sfocia il karma positivo o negativo.
Come ho già detto, il karma È INFINITO e l’unico modo per essere fuori dal karma è uscire da esso tramite il risveglio, che NON SIGNIFICA FINIRE TUTTO IL NOSTRO KARMA.
Il risveglio è uscire dal karma come uscire dall’acqua del mare: il mare rappresenta il karma, che mai si può prosciugare. Perciò qui siamo sempre di fronte al nostro karma PERPETUO.
Il karma cambia man mano che ci lavori, che lavori su di te, facendo emergere la verità su di te.
Il karma con cui hai a che fare è direttamente proporzionale al tuo stato evolutivo.
Personalmente, oggi ho a che fare con il karma genitoriale poiché ho aperto quel “vaso di Pandora”.
Man mano che arrivi alla radice, il karma cambia.
Il “karma genitoriale” come radice di tutto
Il karma più difficile non è quello con gli altri, ma quello con i genitori, perché:
– è il primo che si imprime
– è quello che forma l’identità
– è quello che crea le ferite da cui poi derivano tutti gli altri karmas
– è quello che la maggior parte delle persone non riesce mai a vedere davvero.
Parlo per esperienza diretta, NON PER SENTITO DIRE O NOZIONI LETTE IN QUALCHE LIBRO.
E come al solito porto una mia esperienza diretta.
Da anni un mio vicino di casa, a periodi, mi fa stalking, ma questa volta è stato più intenso: mi ha attesa sotto casa e attaccata a parole.
Dall’episodio, durato quasi 10 minuti, ne sono rimasta scioccata perché ho compreso che questa persona ha gravissimi problemi mentali simili (per intenderci) alla schizofrenia.
Questo attacco diretto mi ha scioccata a tal punto che per 2 giorni non ho ricordato cosa mi avesse detto in quel frangente.
Quell’episodio mi ha ricordato la pazzia di mia madre… così ho creduto.
Mi ha sconvolta anche la mia risposta: sono una persona che difficilmente si spaventa e invece, in quel momento, ho avuto moltissima paura, tanto da rimanerne pietrificata.
Il mio corpo ha parlato:
Dopo 20 giorni mi sono venute delle macchie in faccia (rosacea), che ho guarito con creme e agopuntura.
Poi ho avuto un episodio collegato al mio problema di stomaco e alla fatica a inghiottire: sentivo solletico lungo l’esofago internamente.
Essendo molto in contatto con me stessa, ho capito subito che era un problema psicologico, perciò ho cercato uno psichiatra che mi potesse aiutare, e l’ho trovato.
Durante la seduta psichiatrica siamo arrivati a parlare dell’episodio con lo stalker e di come avevo reagito.
La psichiatra mi pose una domanda che mi portò direttamente al fulcro del problema:
“Tuo padre, quando eri piccola, ti urlava?”
Sì, mio padre era una persona con gravissimi problemi con la rabbia e mi urlava continuamente come un pazzo, e io ne rimanevo sempre scioccata e molto impaurita, ESATTAMENTE COME NELL’EPISODIO DELLO STALKING.
Pazzesco.
Il solletico nella gola, mi ha spiegato la psichiatra, erano le parole che non ho detto al pazzo che mi ha aggredita, ma anche le parole che non ho mai detto a mio padre.
Capito come si comporta il Karma?
Questo episodio mi ha fatto comprendere molte cose sul karma.
Intanto, non è possibile uscire dal Karma. Lo possiamo evitare con le tecniche di risveglio, MA NON SEMPRE È POSSIBILE, poiché è un’energia molto forte: crea la vita, la morte e tutto il creato, e noi stessi SIAMO KARMA.
Perciò, quando sento dire “che il karma te la farà pagare”, sono parole che racchiudono ignoranza sull’argomento, poiché il karma È TUTTO CIÒ CHE È PRESENTE NEL MONDO.
Noi stessi siamo karma, tutte le nostre azioni sono karma.
E il karma negativo lo subiamo tutti: dovremmo pensare a come affrontare il nostro e non augurare nulla al prossimo.
Tutti produciamo karma di pagamento, ignari di ciò che ci stiamo preparando.
Essere consapevoli significa conoscere il meccanismo del karma e cercare di produrre buon karma, poiché contrasta il karma negativo CHE TUTTI ABBIAMO.
Il karma altrui può solo fungere da insegnamento, ma nessuno è immune ai pagamenti karmici.
Tornando al mio karma, ora ho a che fare con il karma di me bambina, perché sono riuscita a vedere i miei genitori esattamente per come sono, e il bene reale che mi hanno voluto.
I bambini hanno bisogno di credere che i genitori li amano, poiché senza l’amore dei genitori un bambino non può crescere e vivere.
Il 99% degli esseri umani, anche se adulti, dentro sono bambini in preda al bisogno materno e paterno, perciò non possono vedere la realtà genitoriale finché non diverranno persone consapevoli e quindi adulte.
Le persone sui genitori “se la raccontano” senza averne coscienza.
Io sono arrivata al punto in cui vedo esattamente i miei genitori per come sono e il bene che mi hanno voluto, perciò ora ho a che fare con il karma di me bambina e l’inferno che ho vissuto per 15 anni.
È possibile vedere i propri genitori per come sono quando:
– hai già attraversato strati precedenti di karma.
– hai la forza mentale per reggere la verità.
– sei in una fase di maturità spirituale reale, non immaginata.
– il tuo sistema psichico è pronto a rielaborare ciò che prima sarebbe stato troppo.
Nel risveglio è molto importante farsi valutare da professionisti: psicologi, psichiatri, psicoterapeuti.
La psichiatra da cui sono andata è anche psicoterapeuta e non solo; probabilmente mi ha dato la risposta diretta perché ha capito che ero pronta a sentirla.
Vorrei specificare che professionisti così ce ne sono pochissimi, e io l’ho trovata grazie al mio sentito interiore, cosa che moltissimi non hanno attivo e purtroppo confondono l’istinto derivato dalle ferite con il sentito interiore, cacciandosi nei guai e nel karma di pagamento.
Questo post non serve solo come testimonianza di come funziona il karma e della mia esperienza, ma anche per dirvi che ci vogliono PSICOLOGI, PSICHIATRI nel percorso.
Molte persone con gravi turbe psichiche, per non ammettere a sé stesse di avere un problema, si buttano nella spiritualità di bassa lega, illudendosi di star facendo un percorso.
Un percorso serio ti sbatte in faccia la verità.
Inoltre, moltissime persone hanno vergogna di andare da uno psicologo o psichiatra, poiché vedono la cosa come una sconfitta, idea derivata da ideologie familiari e sociali errate.
Invece, andare da uno psichiatra o psicologo denota una buona presa di coscienza.
Di solito sono più le persone “sane” ad andarci, perché chi è malato veramente difficilmente lo ammette a sé stesso.
Per fortuna i giovani oggi, su questa tematica, sono completamente diversi.
Mi sono dimenticata di dirvi la diagnosi che mi ha fatto la psichiatra: il sintomo è un derivato dell’ansia e dovrebbe risolversi da solo.
Ho vissuto con genitori con gravi problemi psichiatrici, di cui ho il terrore, poiché la malattia psichiatrica la considero peggio del cancro.
Perciò non ho perso tempo a cercare un professionista che mi potesse aiutare, ed esorto tutti a farlo.
Una buona psicanalisi sarebbe d’obbligo all’inizio di un percorso serio spirituale.