Un tempo avevo paura del dolore fisico e molta paura del momento della morte.
Avevo paura del trapasso perché avevo assistito alla morte dei miei cari e, in particolare, di mio padre: in quel momento sembrava soffocare.
Chiamò sua mamma ed esalò l’ultimo respiro.
Poi ho saputo che ciò che vediamo all’esterno, ciò che accade al corpo, non è sofferenza per il morente.
Perciò oggi non ho più paura di quell’istante.
Non ho più paura neanche del dolore, poiché ne ho provato tantissimo a livello fisico, soprattutto alla colonna vertebrale, per la quale sono stata operata.
Ho scoperto di avere una soglia molto alta del dolore.
Invece di dolori emotivi ne ho provati molti più della media… sono così le anime come la mia.
Vengono qui per soffrire, per imparare ad amarsi e ad amare.
Senza amore per sé stessi non c’è amore da dare.
Chi sacrifica sé stesso per il prossimo non sta percorrendo una buona via spirituale.
Solo per un figlio o per un proprio caro bisognoso è giustificato porre il benessere dell’altro prima del proprio.
Ma moltissimi non mettono i figli, i genitori e i cari davanti a loro stessi: mettono altro, nuove relazioni sentimentali o divertimento.
Questo si chiama egoismo: è il comportamento di una persona profondamente inconsapevole. E di persone così ce ne sono tantissime.
Mettere al mondo un figlio è un atto di egoismo e richiede molta responsabilità.
I propri anziani, oggi, spesso vengono abbandonati.
Gli amici molto spesso vengono usati e poi scartati.
I soldi, l’apparenza, lo status sociale hanno la priorità.
È più difficile vivere che morire.
Personalmente credo di essere nata in questa famiglia, in questo ambiente e in questo corpo non a caso.
Dicono che la “preziosa rinascita umana” sia tale perché è la forma perfetta per il risveglio spirituale.
Ovviamente, oltre a un corpo umano, servono altri ingredienti, come un certo tipo di consapevolezza che può dare luogo al processo di risveglio.
Un corpo umano con una consapevolezza molto bassa non è una “preziosa rinascita umana”.
Perché avvenga il risveglio ci vogliono più ingredienti karmici in quella persona, e bisogna essere in grado di “restare umani” anche nelle vite future.
Perciò la maggior parte di noi ha alle spalle eoni di vite, che spesso non sono servite al progresso spirituale.
Sono servite solo a sostenere il sistema basato sulla sofferenza.
Viviamo in un’epoca in cui è molto difficile evitare la sofferenza a 360 gradi.
La via spirituale deve insegnare a vivere in questo luogo, tra gioie e dolori.
Soprattutto bisogna imparare a rispondere alle prove della vita senza fare del male al prossimo, cosa assai difficile senza una certa qualità di consapevolezza.
L’anima (consapevolezza, essenza o continuum mentale) non ha fretta di risvegliarsi, poiché è eterna e una nuova vita per lei è semplicemente un nuovo abito, nulla di così catastrofico.
Nascere e vivere di questi tempi sarà una prova per molti.