PERDERE LA FEDE

Chi crede nel Dio biblico è facile che perda la fede.

Ho conosciuto un ragazzo che aveva iniziato a credere in Dio quando superò un tumore molto aggressivo, ma poi perse la fede quando il tumore si ripresentò in forma molto aggressiva, molto veloce e senza scampo. 
Raccontano che Dio fa miracoli, che se preghi e credi lui ti aiuta, perciò quando questa aspettativa viene disattesa si smette di credere. 
Il Dio biblico non aiuta nessuno e pregare non farà in modo che lui intervenga.

Oltre 20 anni fa provai a credere in Dio, ma poi i conti non mi tornarono. 
Come mai Dio non c’è per le persone che vivono nei paesi poveri e che vivono di stento? 
Eppure in quei luoghi ci sono persone molto credenti. 
Così smisi di credere nel Dio biblico e per anni ho sempre detto che Dio non esiste.

Dopo moltissime ricerche ed esperienze personali credo in Dio, ma non in quel Dio biblico. 
Credo nel Dio in cui credeva Gesù, che non era quel Dio biblico, e Gesù non è figlio di Dio. 
Gesù era in grado di fare miracoli come potremmo essere in grado anche noi, poiché siamo particelle di quel Dio, come lo era Gesù. 
Gesù venne per insegnarci a divenire noi esseri divini come lui, perciò in grado di cambiare il nostro destino, ma senza dimenticare che qui si nasce, si muore e ci si ammala, e tutti attraversiamo le stesse fasi nella vita. 
Buddha, Gesù e tantissimi maestri hanno avuto a che fare con malattie, sofferenze e la morte. 
Così è la vita e nessuno ne esce vivo.

Io credo in Dio, non in quello biblico. 
Credo che Dio sia un’energia di bene che non viene in aiuto, ma siamo noi a doverci allineare a quel flusso che ci può aiutare. 
Gli aiuti che ricevo non sono aiuti che Dio mi invia: sono aiuti derivanti dalla mia energia personale che, tramite la pratica, attinge nel mare divino in cui risiedono.

Gli aiuti dalle entità sono un po’ diversi, poiché si tratta di patti che avvengono anche tramite pratiche (mantra, ritiri su una entità specifica). 
Il Dio biblico combina soltanto disastri, che ora sono visibili a tutti tramite la guerra religiosa che stanno compiendo Netanyahu e Trump.

Dio, come lo intendo io, è in noi e ci dobbiamo allineare ad esso. 
Il Dio che è in noi è allineato all’energia divina.

Altra cosa importante

Noi nasciamo qui con un certo karma preciso che racconta quali esperienze dobbiamo fare qui. 
Gli aiuti non possono modificare totalmente il tuo karma o il tuo Tema Natale di nascita, perciò si può migliorare la propria vita con la pratica, ma il tema natale o il karma di base non lo puoi cambiare.

La pratica serve per migliorare la nostra vita, evitare certe situazioni, evitare o mitigare certe malattie; si può anche posticipare la morte, MA BISOGNA INIZIARE A PRATICARE SIN DA PICCINI. 
Iniziare a praticare dopo un evento spiacevole, dopo una malattia grave, può migliorare la situazione ma non toglierla. 
Perciò è fondamentale praticare il prima possibile per modificare il karma futuro.

Inoltre, la pratica moltissimi non la conoscono perché non hanno il karma giusto per arrivare a conoscere la pratica giusta. 
Perciò prima bisogna accumulare un buon karma per arrivare a praticare e così poter modificare il nostro destino.

Pregare non serve a nulla. 
Aiutare il prossimo senza conoscere cosa sia bene o male è inutile.

Se a me capita una disgrazia, non smetto di credere nella pratica: mi chiedo semplicemente come ho fatto ad arrivare lì, come posso fare per migliorare e come posso avere gli aiuti necessari, che avvengono soltanto tramite le giuste pratiche o buon karma accumulato in altre vite. 
Pregare per sé stessi non serve a nulla, anzi, vi allontana dall’energia divina poiché pregare per sé stessi è un atto egoico.

A chi crede nel Dio biblico non posso dire che sono bugie, poiché va rispettato il livello di consapevolezza di ogni persona. 
L’ascolto di cui si chiacchiera tanto è soprattutto il saper rimanere in silenzio ed ascoltare in comprensione profonda, rispettando le credenze e le idee del prossimo. 
Questa è una pratica fondamentale che crea buon karma. 
Ma attenzione: si ascolta con la mente, ma soprattutto con il cuore. 
Non sempre interrompere e dare consigli è giusto.L’arte di ascoltare deriva da una sana empatia in grado di connettersi con il cuore dell’altro,cosa estremamente difficile soprattutto per l’essere umano di oggi.

Lascia un commento