Così mi dicono: “Pretendi troppo, sei esagerata”.
In pratica ipoteticamente dovrei accontentarmi, altrimenti rimarrei sola, perché la quasi totalità delle persone ha comportamenti standard sbagliati.Soprattutto gli uomini sono quasi sempre infedeli,perciò bisogna accontentarsi.
Vorrei rispondere a queste affermazioni dal mio punto di vista, quello di una praticante.
È vero: la maggior parte delle persone vive a un livello che considero molto basso, dove c’è una sofferenza enorme.
Capisco che, secondo la consapevolezza comune, dovrei accontentarmi per non restare sola. Ma preferisco infinitamente la compagnia della solitudine a quella di chi parla solo di sé, dei propri problemi e della propria sofferenza. È vero che oggi molti uomini sono più infedeli di un tempo, ma non è vero che tutti sono infedeli.Lo sono coloro che hanno moltissimi insoluti interiori e non sono mai soddisfatti di ciò che hanno come compagna. Non avendo alcuna consapevolezza di sé, cercano altrove ciò che non potranno mai ottenere.Senza consapevolezza non si ha contezza di chi possiamo realmente trovare.
E io dovrei essere attratta da persone così inconsapevoli?
Il vuoto è meglio….e poi magari il problema fosse soltanto l’infedeltà, che unita a una pochezza spaventosa ha la sua rilevanza.Più le persone sono problematiche e più avranno un modo di relazionarsi adolescenziale.La maturità è prerogativa della consapevolezza e chi è consapevole non è sempre in affanno a cercare nuove prede…nella inconsapevolezza si gioca alla caccia e la conquista,appunto come in adolescenza.
Moltissime persone non hanno nulla da dare se non problemi.
Non sono così fessa da riempire il mio tempo con persone che portano solo dispiaceri e sofferenza.
Sono una praticante che non vive nel livello di sofferenza generale, e non vedo perché dovrei accontentarmi.
È davvero “troppo” considerare persone al mio pari? È ciò che richiede anche l’etica spirituale. Inoltre, manca proprio l’attrazione di base.
E le donne non sono migliori: perché dovrei accontentarmi di amicizie che riempiono la mia vita di sofferenza inutile? Di nuovo, il vuoto è meglio di qualsiasi presenza inconsapevole.
Il bisogno di riempire vuoti che generano sofferenza è tipico delle persone inconsapevoli, che si accontentano continuamente. Conoscere sé stessi avviene proprio affrontando quel tipo di solitudine. Stare con sé stessi e far emergere le paure più profonde è ciò che terrorizza tutti.
Il risveglio non è facile perché bisogna entrare in quel vuoto, che vuoto non è.
Quando ti elevi, non ti accontenti più perché non ne hai bisogno.
Nel livello in cui vivo io si sta bene, e vorrei che più persone potessero raggiungermi.
Vivo bene a 360°, quindi per quale motivo dovrei accettare situazioni peggiori?
Un esempio semplice per farvi capire: se nel calice di champagne metti un pezzettino di cacca, rovini tutto e lo champagne avrà un sapore cattivo.Allo stesso modo,alcune persone che hanno una buona vita se la rovinano per via di qualcuno che entra nel loro vissuto.
Il karma ti manda ciò che desideri,come l’uomo o la donna che desideravi,proprio per farti pagare un conto in sospeso.
Il praticante sa riconoscere chi e cosa può rovinargli la vita e lo evita.
Ma se hai un forte bisogno di lenire la solitudine, quel bisogno sovrasta tutto e farai entrare persone capaci di distruggerti.Ecco perché è così importante lavorare su di sé.
Un amore gradito che arriva a mezza età può essere devastante.
Uomini che fino a cinquant’anni non hanno relazioni serie poi trovano una persona con cui faranno figli, rovinandosi la vita.
Non puoi sfuggire da te stesso.
Non avere relazioni aspettando “quella giusta” non evita i pericoli.
Conosco persone che per oltre quarant’anni non hanno mai avuto relazioni serie, poi hanno incontrato la persona che credevano giusta ed invece hanno sofferto tantissimo anche per l’aspettativa enorme che nutrivano su quella persona.
L’aspettativa può far aumentare moltissimo la sofferenza
Non potete evitare la sofferenza evitando di vivere.
Lavorare su di sé significa affrontare la vita entrando dentro di sé.
Solo così è possibile migliorarsi e migliorare la propria esistenza.
Frequento marginalmente chi non lavora su di sé.
Faccio esattamente ciò che mi è stato insegnato e che funziona. Gesù stava con i dodici apostoli e non con tutti: i dodici apostoli sono, per noi, i praticanti.
Questo insegnano le grandi vie di risveglio.
Esci dalla tua sofferenza e stai con i tuoi simili.
È una selezione naturale.