IL COLORE NERO E IL SOLCO MENTALE

Un solco mentale è una traiettoria abituale della coscienza.
Cambiarlo richiede un atto di volontà che non è solo decisionale, ma energetico.
È una forma di automatismo psichico.Funziona così:
è un percorso già tracciato nella mente, che tende a ripetersi.
Si manifesta come preferenza, impulso, abitudine, attrazione o repulsione.
Più è antico, più è difficile da modificare.
Non si cambia con un pensiero, ma con una frizione costante contro l’automatismo.Noi siamo fatti di abitudini (o solchi mentali) che formano chi siamo, la nostra vita e il nostro futuro.
Per cambiare il nostro destino VANNO MODIFICATI I SOLCHI MENTALI PRESENTI DA VITE PASSATE E ANCORA ATTIVI IN QUESTA VITA.
Chi mi ha conosciuta tempo fa sa benissimo che mi vestivo sempre di nero.
Quel modo di vestire era un solco mentale, un’abitudine atavica che ho voluto cambiare radicalmente.
Oggi infatti mi vesto di chiaro, prettamente bianco o colorato.
Un solco mentale è come un circuito neuronale rinforzato:
ogni volta che lo ripeti, lo rendi più profondo.
Quando smetti, il cervello (e la psiche) cercano di riportarti nel solco precedente.
La difficoltà è proporzionale alla sua antichità.
Per questo smettere una abitudine può essere un combattimento, non una semplice decisione.
Quando un solco mentale proviene da altre vite, è molto difficile cambiarlo: non basta dire “d’ora in poi mi vesto di chiaro”.
Bisogna combattere con l’universo in cui quel solco è impresso.
Quando cercherai un abito non nero, ti capiteranno abiti che ti piacciono ma disponibili solo in nero, perché hai creato quel tipo di abitudine che l’universo ha recepito.
Come si fa?
SEMPLICEMENTE NON COMPRI IL CAPO NERO.
Ti rifiuti di acquistarlo, e vedrai che nel tempo l’universo ti farà vedere i capi del colore che desideri.
I solchi mentali valgono per qualsiasi aspetto della nostra vita:
il lavoro, le relazioni, le predisposizioni caratteriali, le abitudini sbagliate come il fumo, l’alcol, il cibo spazzatura e molto altro.Alla stessa maniera ho smesso di fumare e bere caffè.
La difficoltà nel smettere una abitudine equivale a quante vite è già stata presente.
Per me smettere di fumare fu molto difficile: so bene che basterebbe un solo tiro per riprendere il vizio.
Un solco legato a sostanze altera la percezione della realtà, che viene filtrata attraverso quel solco.
Non è magia: è neurochimica + abitudine + identità.Il fumo altera la percezione del corpo.
L’alcol altera la percezione emotiva.
Le droghe alterano la percezione cognitiva.
Se un solco è antico, basta un contatto minimo per riattivarlo.
Essi fanno parte dei circuiti dopaminergici: una sola esposizione può riaccendere la memoria del piacere.Per questo motivo le regole del risveglio raccomandano di non iniziare mai a bere alcolici, fumare o fare uso di droghe: sono vizi spesso presenti in altre vite, e per alcuni entrarvi in contatto significa risvegliare quell’abitudine.Chi fu alcolizzato in altre vite ha sicuramente un solco molto pronunciato che si attiverebbe al primo contatto con la sostanza, rendendo la vita schiava dell’alcol.
Se sei schiavo del bere, del fumo o delle droghe, vedrai tutto falsato attraverso queste abitudini.
Ed è questa la vera schiavitù che un praticante combatte: le sue abitudini sbagliate, che portano a un presente difficoltoso e a un destino ancora più complesso.

Sotto trovate una mia foto di ieri vestita di nero.

Lascia un commento