Se tu pensi bene o male dei tuoi genitori, molto probabilmente non è la verità e quasi certamente non hai ricordi nitidi della tua infanzia.
Conoscere sé stessi significa “vedere la verità su sé stessi”, e può avvenire soltanto attraverso la verità nascosta nei rapporti con i propri genitori.
Bisogna essere pronti per vedere e capire la verità.La nostra mente ha un meccanismo di protezione che impedisce di vedere la verità, perché quella persona — vedendola — potrebbe letteralmente impazzire.
Questo meccanismo è molto sviluppato nell’infanzia, poiché per la sopravvivenza e lo sviluppo psicofisico di un bambino è importante poter pensare di essere amato dai genitori.La stessa cosa accade in un adulto che non è ancora maturo, e quindi non è pronto a vedere la verità sia sui propri genitori che sul resto dei rapporti affettivi.
Questo è anche il motivo per cui moltissimi non hanno ricordi di quando erano piccini: taluni ricordano solo dalle scuole elementari, e non è un caso.Vedere le verità della vita passa attraverso il vedere come sono realmente i nostri genitori e il rapporto che abbiamo con loro.
Moltissimi credono di vedere la verità sui propri genitori soltanto perché ci vanno d’accordo, ma spesso è solo una scusa della psiche, una protezione, perché la persona non è pronta: la verità metterebbe in discussione tutta la sua vita, poiché spesso i nostri comportamenti sono il frutto del rapporto e del vissuto che abbiamo avuto con i nostri genitori e quanti guai ci combiniamo per via di questa verità non vista: vite intere andate storte.Anche chi è convinto di avere genitori fantastici, con cui c’è un bellissimo rapporto, non è detto che stia vedendo la verità: spesso quella persona ha bisogno di pensare che sia così.Quando la vita va storta, spesso c’è una verità non vista.
E per modificare il proprio destino bisognerebbe cercare di far emergere la verità genitoriale.Tutta la nostra vita non è altro che il frutto del rapporto genitoriale.Spesso ci raccontiamo una verità falsa che ci dia ragione per non cambiare — inconsapevolmente — la nostra vita.Vedere la verità sui nostri genitori non è cosa da poco, poiché è il fulcro del perché siamo così oggi.
Risolvendo il rapporto genitoriale, cambierà anche la nostra vita.Ciò che ci raccontiamo sui nostri genitori serve a mantenere la vita così com’è, e per cambiarla bisogna partire dall’origine: i nostri genitori.Per vedere la verità non bisogna partire osservando direttamente i nostri genitori, ma bisogna partire da noi stessi, e dal modo in cui interpretiamo la nostra vita: soltanto così, pian piano, emergerà la verità sui nostri genitori.Nel bardo tra la morte e la vita si parla dei nostri genitori da cui nasciamo.
Noi veniamo attratti verso due genitori adatti ad una parte al nostro karma.(il karma è infinito e in ogni vita possiamo vedere solo una parte infinitesimale)
I genitori non si scelgono: sono frutto del nostro karma.
Perciò bisogna cercare di comprendere il rapporto con loro e comprendere chi sono loro realmente, per poi accoglierli totalmente — e, se è il caso, prendendo anche le dovute distanze.Porto sempre me stessa come esempio perché ciò che scrivo è frutto di esperienze dirette, perciò molto potenti.
Personalmente ero convinta che i miei genitori mi amassero tantissimo.Ho ricordi da prima dei 2 anni.Sapevo la verità ma ancora non era stata integrata adeguatamente.La comprensione avviene tramite “click istantanei” io sapevo la verità ma non la avevo realmente compresa…Accadde in un periodo dove la mia consapevolezza mi inviava messaggi nel corpo…e un giorno ,grazie ad una persona, feci un click,che mi fece ben compreso la verità sul rapporto con i genitori.
I miei genitori non mi amavano abbastanza.I fatti li ricordavo ma inconsapevolmente ma non ci volevo credere.Accade alla quasi totalità di noi: non siamo in grado di vedere la verità e moltissimi muoiono senza mai sapere quella verità così importante.
I miei genitori non erano in grado di potermi amare e perciò mi hanno fatto del male.Mi sono allontanata da loro dal 2022 per l’amore che nutro per la me bambina di cui sono madre e padre e per cui ho il dovere di proteggere,cosa che non ho mai fatto e che tutti siamo qui per realizzarlo cosa che se non accade può portare notevoli problemi nella nostra vita.La mancanza di amore verso noi stessi,perdonare troppo è il fulcro di moltissimi problemi che abbiamo con gli altri che ci usano e ci fanno del male come specchio di quella mancanza di amore verso di noi.
Questo per dire che non basta che qualcuno ci dica la verità: se non la vedete voi per primi, non crederete nemmeno alle parole di un bravissimo insegnante.La verità deve essere vista e compresa da noi, e non detta da altri che la vedono su di noi.
Non funziona così l’evoluzione spirituale.Da qualche anno ho iniziato a vedere la verità sui miei genitori, ed è vero — come disse quell’insegnante — che loro non mi hanno realmente amata e non mi vedevano affatto.
Oggi so con certezza che io ho fatto di tutto, inutilmente, per piacere ai miei genitori.
Avrei dato la vita per loro.
E questo cercare di rendere orgogliosi i nostri genitori è un comportamento che si perpetua anche dopo la loro morte, poiché il meccanismo inconscio non si dissolve con la loro dipartita.Moltissimi di noi vivono attraverso il rapporto genitoriale.
Io stessa, per oltre 20 anni,dopo la loro morte, ho vissuto cercando di rendere orgoglioso mio padre.
Ho fatto talmente tanto che oggi, dopo essere entrata in contatto con la verità, mi rendo conto di aver superato più volte e di gran lunga mio padre…oggi vedendo questo mi scappa da ridere.Ho combattuto inutilmente contro dei mulini a vento.I miei genitori non erano minimamente in grado di fare ciò che oggi ho fatto fin qui.Ho vissuto un bisogno di dimostrare a loro del tutto infondato.Quando accudii mio padre la compagna di mio nonno ,e che conosceva mio padre da giovane, mi disse “tuo padre ti ha trattata male,non se lo merita”.Lo sapevo ma allo stesso tempo quel vissuto lo avevo messo da parte.Oggi so che è effettivamente così.
Lui non è mai riuscito a fare ciò che oggi sono riuscita a fare.
Oggi posso vedere di mio padre la verità che un tempo non riuscivo a vedere.
Il karma addormenta le coscienze e riappropriarsi di quei ricordi si chiama “risveglio”,e quando vedi la verità su di te la vedi anche sul prossimo.
Ho attribuito a mio padre meriti che non aveva.
Oggi rappresento una vita a 360° nettamente migliore di quella genitoriale.Probabilmente, se non avessi avuto quel tipo di genitore con cui mi sono messa in competizione, oggi non avrei raggiunto certi traguardi.Ciò che sono non è frutto degli insegnamenti dei miei genitori.
In ogni campo loro non mi hanno insegnato nulla.
Ero io a crederlo.È pazzesco come sia possibile non vedere la realtà che è lì, a disposizione, visibile a tutti.
Accade anche nelle relazioni: quando una donna vive con un marito traditore seriale e quella verità è visibile a tutti, tranne che a lei.
Perché?
Perché accettare la realtà implica poi prendere decisioni radicali.
E più una donna non è indipendente, più fatica a vedere la verità.Va compresa non attaccata.
E se quella donna un giorno vedesse quella verità sotto i suoi occhi, si sorprende di come sia stato possibile NON vederla, poiché era lì…La stessa cosa accade con i rapporti genitoriali e con qualsiasi realtà oggettiva che non siamo pronti mentalmente a vedere.Vedere la verità significa cambiare.
E una volta che hai visto la verità, non puoi più tornare indietro.Oggi posso dire con certezza che l’incontro con i miei genitori sia stata — nel bene e nel male — la cosa migliore che mi potesse capitare, poiché se oggi sono così come sono è proprio grazie ai problemi che ho attraversato con loro, che SICURAMENTE mi hanno resa una persona migliore in tutti i campi della mia vita.Oggi, senza quei trascorsi, non sarei così.
Senza aver attraversato il dolore, non sarei ciò che sono.Certo: dal dolore si può uscire anche peggiorati, ammalati.
Perciò so che sicuramente ero pronta per affrontare certi dispiaceri, altrimenti non si spiega come abbia fatto ad arrivare fin qui, centrata.Una vita senza dolore spesso è sinonimo di una vita vuota, triste e spesso più sofferta interiormente, quasi a testimoniare che l’essere umano di qualcosa deve soffrire per apprezzare questa vita.
Senza sofferenze ci si lamenta del gelato troppo freddo, del brodo troppo caldo e di qualsiasi sciocchezza, finché la vita quasi certamente darà un vero dolore di cui potersi lamentare.Io ho imparato a godere della vita perché ho visto il brutto della vita, e ho compreso e apprezzato ciò che per altri sono cose ovvie e semplici, che si danno per scontate finché non ci vengono tolte.
I dispiaceri servono anche a comprendere ciò che nella vita è importante perciò ci accadono certe problematiche che sono per il nostro bene e non contro di noi.
Un caro saluto a tutti.