La legge della abbondanza risuona con la GENEROSITÀ ,ciò che dai al prossimo e con la pratica.
Gesù lo spiega bene nella parabola dei talenti:
«A chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha» è un celebre insegnamento di Gesù tratto dai Vangeli (in particolare in Matteo 25:29 all’interno della parabola dei talenti, e in Matteo 13:12). [1, 2, 3]
Ecco
26Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27avresti dovuto affidare il mio den..
La frase «A chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha» è un celebre insegnamento di Gesù tratto dai Vangeli (in particolare in Matteo 25:29 all’interno della parabola dei talenti, e in Matteo 13:12). [1, 2, 3]
PARABOLA DEI TALENTI
(Leggete attentamente)
Matteo 25:14-30
Parabola dei talenti
14 «Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. 16 Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. 17 Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. 18 Ma colui che ne aveva ricevuto uno andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: “Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ho guadagnato altri cinque talenti”. 21 Il suo padrone gli disse: “Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”. 22 Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse: “Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ho guadagnato altri due talenti”. 23 Il suo padrone gli disse: “Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”. 24 Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo e disse: “Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo”. 26 Il suo padrone gli rispose: “Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l’interesse. 28 Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. 29 Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 30 E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì ci sarà pianto e stridor di denti”.
Signoficato spirituale
) ci invita a non sprecare i doni ricevuti da Dio, ma a metterli a frutto con coraggio e amore per il prossimo. [1, 2, 3, 4]
I simboli e il loro significato
Il padrone: Rappresenta Dio, che affida con fiducia i suoi beni (la vita, la fede, le capacità) a ogni persona. [1]
I talenti: Nel mondo antico erano una moneta dal valore altissimo. In senso spirituale, indicano la ricchezza interiore, le qualità personali (intelligenza, sensibilità, forza, tempo) e la grazia divina ricevuta in dono. [1]
I primi due servi: Rappresentano chi accoglie la vita come un’opportunità. Essi fanno fruttare i doni, agendo con fede e senza la paura di sbagliare. Il loro impegno dimostra gratitudine verso il Creatore. [1, 2]
Il terzo servo: È il simbolo della paura, dell’accidia e della sfiducia. Nascotendo il talento sottoterra, vede Dio come un padrone severo anziché come un padre generoso, bloccando ogni possibilità di crescita e di amore. [1, 2, 3, 4]
La chiave di lettura spirituale
La parabola insegna che i doni di Dio non devono essere tenuti nascosti per paura di perderli o di fallire, ma vanno condivisi e donati agli altri. Dio non giudica in base alla quantità dei risultati ottenuti, ma in base alla fedeltà e alla generosità con cui ci siamo messi in gioco.
Il significato di questa parabola non è diverso dagli insegnamenti karmici dove l’abbondanza risuona con la pratica e ciò che doni al prossimo.
Ricevi sempre ciò che dai e soprattutto CIÒ CHE SEI.
Per l’ennesima volta:
Non sono fortunata!Pratico e ricevo ESATTAMENTE ciò che ho sempre dato al prossimo!