NON MI FIDO DELL’ESSERE UMANO.

Man mano che avanzavo nella pratica, ho imparato che NON BISOGNA FIDARSI DELL’ESSERE UMANO.
L’essere umano è incoerente: dice una cosa e fa l’opposto, e può diventare un pericolo per il tuo equilibrio e la tua serenità.
Così è fatto l’uomo, e lo diceva anche Gesù:«Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.»

Quando pratichi davvero, vedi il cuore dell’essere umano e prendi le distanze.
È successo a me, e può succedere a chiunque.
Molti pensano che persone come me siano sole.
ASSOLUTAMENTE NO.
Se volessi, potrei avere moltissimi amici: semplicemente non li voglio.
Non sono asociale: non voglio accanto persone che mi creano problemi che non ho.
Sono solitaria perché l’ho scelto.
Sono stata io ad allontanarmi da tutti e a rendermi inaccessibile.
Molti vengono qui a leggermi perché hanno una marea di problemi, soprattutto interiori, e sanno che io ho le soluzioni — perché sono la prova vivente.
Ma spesso sono persone che non vogliono faticare praticando correttamente.
Esiste un punto di non ritorno: quando la vita è fatta solo di pagamenti karmici, la pratica non basta più a tirarvi fuori dalle sabbie mobili.Per uscirne servono sforzi enormi, che raramente le persone vogliono fare.
Io ho raso al suolo tutto il mio tessuto relazionale, perché portatore di energia negativa e contraria alla mia crescita interiore.
Per farlo serve un desiderio fortissimo di uscire dalla sofferenza, volontà e coraggio.
Ogni nuova persona che incontro porta con sé le solite caratteristiche negative:lamentele,parlare male degli altri,incapacità di riconoscere ciò che hanno di bello,che poi perdono poiché non danno il giusto valore.
Non ho bisogno della compagnia di persone negative.
Preferisco stare con me stessa piuttosto che con chi vede solo il negativo e ci sguazza.
Gesù era un praticante spirituale: portava la sua testimonianza assieme ai pochi discepoli, perciò, non con tutti.
Indicava la strada per uscire dalla sofferenza, ma non si portava dietro chi non voleva praticare.
Diceva:
«Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua.  Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà.”
Non si può seguire Gesù rimanendo nella stessa condizione interiore ed esteriore.Molti si illudono di stare con Dio perché vanno in chiesa e pregano o sanno la messa in latino.
Il mondo vi ha ingannato.
E infatti, come state oggi?
Male.
Perciò cercate persone come me.
Io ci sono per chi vuole praticare davvero, indicando la strada.
Ma non risolvo i problemi a nessuno, anche se ne sarei in grado: siete voi ad aver creato quelle condizioni con i vostri comportamenti, quindi siete voi a dover cambiare.
Man mano che la vita avanza, sarà più difficile “tornare indietro”: più invecchiate, più il fisico fatica a reggere gli sforzi e la mente gli va dietro.
Serve molta forza di volontà.
Fisicamente non sono forte, ma interiormente sì.
Il karma familiare e personale mi ha dato un corpo che rallenta la pratica, ma non l’ha fermata.
Il cattivo karma non finisce mai:
si può contrastare solo con il buon karma, accumulato tramite la pratica corretta — non con il “fai da te” umano, che crea solo altro karma negativo.

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